Pippo Baudo ai WeFree Days: “La Rai deve essere più consapevole del suo servizio pubblico”

Non ha esitato a dare la sua voce per lo spot radiofonico di raccolta fondi (fino all’8 ottobre è possibile donare 1 euro con un sms al 45598 o 2 euro chiamando lo stesso numero) e non si è fatto pregare a incontrare gli studenti intervenuti oggi alla seconda giornata dei WeFree Days.

Un’amicizia lontana fra lui e la Comunità che risale ai tempi di Vincenzo Muccioli: “Al tempo ebbi la fortuna di conoscerlo. Presentavo uno su 100 e lui era fra i tre personaggi più famosi d’Italia, dopo Andreotti e Alberto Sordi. C’era un alto gradimento nei suoi confronti da parte di tutti gli italiani e per quello che ha fatto mi sento di dirgli grazie”.

Un incontro che è avvenuto al fianco di Achim ragazzo di Sanpa protagonista dello spettacolo di prevenzione tenutosi durante la mattinata. “Ho pianto come un vitello” ha rivelato Pippo che ha assistito dall’inizio alla fine allo spettacolo. “Io sono stato un fortunato. Sono nato in un paesino agricolo come Militello e quando sono cresciuto il problema droghe non si era ancora mostrato. Ora i genitori invece sono costretti a scoprire un nuovo senso di responsabilità. I giovani sono il domani del nostro Paese e anche da parte del Governo serve l’impegno per aiutare i ragazzi. Se vengono a mancare i giovani si spegne il futuro”

Pippo Baudo poi non si è tirato indietro quando ha dovuto parlare del ruolo sociale che dovrebbe avere la tv di oggi: “Io critico nei confronti della tv di oggi. La televisione commerciale fa ciò che deve fare. Noi della Rai dovremmo essere più consapevoli del ruolo di servizio pubblico e vicini ai problemi. Affrontati non in chiave tragica ma in maniera dolce. Serve una tv più impegnata culturalmente perché i ragazzi di oggi le cose belle le apprezzano. Se gli fai un discorso importante, non viene respinto”.

Il dibattito con gli studenti è stato anche l’occasione per premiare i ragazzi che hanno scritto i nuovi slogan per la campagna pubblicitaria di WeFree. “C’è sempre un perché. Guardami negli occhi” di tre ragazze del settore lavanderia di San Patrignano, Ania Kudriatseva, Mariateresa G. e Flavia B. e “Mi hai mai chiesto se sono felice?” di Fabiola Venditti, mamma che segue il progetto WeFree attraverso il sito.