Al Positive Economy Forum nasce il “Manifesto contro la dittatura del Pil”

Già sottoscritto da Letizia Moratti, Jacques Attali, Kerry Kennedy e Stefano Zamagni, il “Manifesto contro la dittatura del PIL” (scaricalo ora) vuole essere uno strumento a supporto del capitalismo paziente. E al PEF 2017 si parlerà di agricoltura, turismo e città positive.

«Credo che il principale lascito di questi due giorni di lavoro sia la consapevolezza e la validità delle aree di intervento contenute nell’agenda 2014-2015 che rimangono anche quest’anno quelle su cui è importante un’azione incisiva delle istituzioni. La persona, la finanza, il contributo all’economia, la pubblica amministrazione, l’ambiente devono essere al centro delle riflessioni politiche ed economiche di ogni Paese». Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, ha concluso così la due giorni di Positive Economy Forum di San Patrignano, evento dedicato all’economia positiva realizzato grazie a partner come Banca Carim, Aon e Bmw Italia.

Una due giorni importante per individuare azione coerenti al percorso verso una economia positiva. «Fra le tante conclusioni abbiamo voluto riprendere un tema trattato negli anni precedenti che purtroppo non ha ancora avuto attuazione ed è riferito all’indice di positività dell’economia. Per questo motivo, oggi lanciamo le linee guida di un “Manifesto contro la dittatura del PIL”». Un manifesto già sottoscritto oltre che da Letizia Moratti, anche da Jacques Attali, Kerry Kennedy e dal professor Stefano Zamagni, che si fonda su tre punti fermi per il futuro: «Ci piacerebbe che fossero valutati strumenti complementari al PIL nel calcolo del livello di benessere dell’economia nazionale, che venissero inclusi le attività derivanti dal volontariato all’interno del calcolo del Prodotto interno lordo nazionale, a testimonianza del contributo economico garantito da queste realtà all’economia nazionale. Infine un deciso e aperto contrasto in sede europea da parte delle Istituzioni nazionali al mantenimento dei proventi derivanti da attività illecite nel calcolo del Prodotto interno lordo da parte di Eurostat».

“Un manifesto che nasce per favorire la diffusione di un capitalismo paziente – come recita lo stesso – da contrapporre al capitalismo di breve periodo che non ha saputo dare tutte le risposte necessarie a fronteggiare una crisi economia e finanziaria globale. Un manifesto che metta al centro un’idea di economia positiva, fatta per il bene e la prosperità delle generazioni future. Economia positiva è tutto ciò che è fatto da aziende, governi, scuole e università, ONG, territori e dalla società civile per preparare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi”.

Uno strumento complementare al Pil quindi per dare la capacità al concetto di economia positiva di svilupparsi, consolidarsi e dare importanti risposte per garantire un futuro alle prossime generazioni. «Per questo mi auguro siano tanti coloro che vorranno sottoscriverlo a sostegno di un’idea che deve finalmente trovare concretezza», ha concluso la Moratti.

Un Positive Economy Forum che in conclusione ha già voluto guardare alla nuova edizione. «Non c’è dubbio che la manifestazione tornerà nel 2017 – ha sottolineato Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale della Comunità – E il focus sarà su tre temi quali l’agricoltura, il turismo e le città positive».