Il Presidente della regione Liguria Toti a San Patrignano: “La prevenzione sia la nostra stella polare”

Breve ma intensa visita oggi alla comunità riminese da parte del governatore ligure che ne ha apprezzato l’impegno e l’organizzazione. 31 i ragazzi della sua regione presenti nella realtà riminese

Prima volta oggi a San Patrignano per il presidente della Liguria Giovanni Toti. Dopo aver partecipato come ospite al Meeting di Rimini, ha colto l’occasione per salire a Coriano e visitare la comunità di recupero. Il governatore, entrando nella grande sala da pranzo, non ha nascosto lo stupore nel vedere i 1300 ragazzi ospiti della comunità e manifestato grande ammirazione per la sua grande organizzazione:  “E’ una realtà davvero importante ed efficace. Inoltre è un luogo di una bellezza tale, che da sola è capace di riconciliare l’uomo con i suoi valori fondamentali”.

Dopo il pranzo assieme ai ragazzi, il presidente ha tenuto a visitare la comunità, ad iniziare dal suo centro medico, apprezzando l’impegno della comunità riminese: “San Patrignano rappresenta una best practice, un vero esempio di sussidiarietà. In questo modo l’attività dei privati è capace di colmare il vuoto e le lacune che le istituzioni possono lasciare in settori di fondamentale importanza come quello della sanità”.

Un intervento quello di San Patrignano che ha come punto cardine non soltanto il recupero dalla tossicodipendenza, ma anche la prevenzione rispetto alla quale Toti ha speso parole importanti: “La prevenzione deve essere la nostra stella polare. Prevenire un futuro malato significa evitare una spesa del servizio sanitario nazionale destinata a cadere inevitabilmente sul contribuente. Meglio prevenire che curare: è un vecchio detto che ripetiamo da anni. Ora è il momento di applicarlo”.

Storicamente sono stati 600 i ragazzi liguri accolti a San Patrignano ed oggi sono 31 quelli presenti in comunità. Un problema tossicodipendenza ben presente nella regione e che il presidente non sottovaluta: “La nostra regione non fa eccezione a quella che la situazione generale in Italia. Il dato più preoccupante ed allarmante è il coinvolgimento di fasce di età sempre più basse”.