Prevenzione: l’informazione non basta

Nella prima giornata di attività, il WeFree Days ha visto la partecipazione di ospiti internazionali, che hanno preso la parola all’interno del forum intitolato “La normalità della droga”. Kristina Blixt, coordinatrice della comunità svedese Basta, ha sottolineato come San Patrignano costituisca un modello di riferimento anche in Svezia: “Lo strumento più valido per combattere le dipendenze è il lavoro. Identificarsi con un’attività concreta permette a una persona di dire ‘Io so fare questo, sono un idraulico, non un tossicodipendente’”.

Rowdy Yates, presidente della Federazione europea delle comunità terapeutiche ha rivendicato il ruolo unico e indispensabile delle comunità: “Qui le persone che ci chiedono aiuto non sperimentano semplicemente una cura, ma un percorso per imparare a vivere bene. Abbiamo il dovere di far capire anche al di fuori che non si può prescindere dalla nostra esperienza”.

Frans Koopmans, della fondazione olandese De Hoop, ha sottolineato come un approccio semplicemente informativo al problema della droga non sia sufficiente: “Non basta sapere che le sostanze stupefacenti sono dannose. I ragazzi non scelgono in base a questo, mentre invece sono influenzati dalle norme prevalenti nel loro contesto sociale. Per essere efficaci dobbiamo intervenire sul piano emotivo piuttosto che su quello.