Pronti a tutto

Panoramica Sanpa

Sono a disposizione giorno e notte. Risolvono guasti ed emergenze. Per garantire ai ragazzi della comunità i servizi di cui hanno bisogno

di Silvia Mengoli

Un incendio ai fornelli della cucina, l”esplosione del tubo catodico del televisore, la rottura della tubazione, un problema all’impianto elettrico, gli elettrodomestici che non funzionano. I guasti in ambito domestico sono sempre in agguato e possono diventare causa di veri e propri drammi familiari. Il nervosismo cresce di fronte al bucato che si accumula, alla pila di piatti nel lavello, alla carta da giornale sparsa ovunque per tamponare una perdita d’acqua. E guarda caso capita quasi sempre nel week end o nei giorni festivi, quando trovare un tecnico – già difficile di per sé – diventa un’impresa a tutti gli effetti. Prima o poi ogni famiglia si trova a dover affrontare questi inconvenienti, che compromettono l’organizzazione della vita di tutti i giorni. E in un modo o nell’altro bisogna correre ai ripari.

Se situazioni del genere creano disagi in tutte le case, proviamo a pensare cosa può succedere a San Patrignano. Ovvero, come vengono gestiti i guasti e le emergenze per garantire, ogni giorno, ai 1800 ragazzi della comunità tutti i servizi e le attività di cui hanno bisogno? E’ impensabile che la cucina venga messa ko da un guasto e smetta di servire circa 3600 pasti caldi ogni giorno, o che la sala da pranzo dove si raduna tutta la comunità per mangiare e che copre un’area complessiva (compresa la cucina) di 3000 metri quadrati, rimanga completamente al buio. Stessa cosa per la lavanderia che deve assicurare panni puliti e stirati per tutti (8 tonnellate a settimana). E questi sono solo alcuni dei tanti aspetti della vita in comunità.

E’ necessario quindi un monitoraggio continuo, operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria per tenere sotto controllo i vari tipi di impianti (luce–gas–acqua–riscaldamento), garantendo il costante funzionamento di tutte le attività. “Da tempo funziona un sistema centralizzato che contiene tutti i dati relativi ai diversi impianti e che permette di visionare, gestire ed organizzare le manutenzioni ordinarie, straordinarie e gli interventi d’emergenza”, spiega Massimo Parmigiani, responsabile dell’ufficio tecnico della comunità. “Ci sono persone che si occupano della sicurezza e si adoperano per garantire la formazione continua di personale specializzato nell’anticendio. Inoltre funziona una sorta di ‘call center’ interno dove vengono segnalati i guasti ”.

Alle richieste viene data una priorità, in base all’urgenza, e gli interventi vengono divisi per tipo e distribuiti ai settori tecnici specializzati. “Il tutto viene poi registrato ed informatizzato per seguire e soddisfare sia la gestione dei magazzini che le esigenze amministrative”, continua Parmigiani.

Nel 2003 gli interventi gestiti dal ‘call center’ (222) della comunità sono stati 5366. I settori tecnici più gettonati? Ovviamente idraulici, frigoristi, elettricisti per le perdite d’acqua, il riscaldamento che non funziona, l’aria condizionata bloccata, lampadine fulminate, interruttori che non danno segni di vita. Ma nella lista compaiono anche muratori ed imbianchini per tutto quello che riguarda il settore edile e i falegnami “per gli arredi interni, gli armadi e le mensole traballanti, le porte e le finestre che non ne vogliono sapere di chiudersi o di aprirsi”, come spiegano i ‘professionisti’ del legno. Mentre ai fabbri è riservato il compito di gestire maniglie e serrature malfunzionanti.

E quando il guasto succede di notte o nel fine settimana? Scattano le squadre del ‘pronto intervento’, rintracciabili 24 ore su 24, per garantire che tutto funzioni sempre e comunque. “Al centralino della comunità sono in grado, fuori dagli orari d’ufficio, di rintracciare in qualsiasi momento le persone preposte agli interventi d’emergenza”, precisa Parmigiani. Inoltre sono state attivate delle linee dirette con le quali si contattano i tecnici di riferimento per ogni tipo di problema, senza alcuna intermediazione.

“Siamo pronti ad intervenire in qualsiasi momento del giorno e della notte”, racconta Enrico Bonali che coordina l’attività degli elettricisti, che spazia dalla telefonia alla manutenzione elettrica ed elettronica, fino alla gestione dell’impianto di cogenerazione. “Nel 2003, abbiamo risposto a 1600 richieste d’intervento di vario tipo, ci siamo occupati di 24 quadri elettrici nuovi, ne abbiamo revisionati una trentina, abbiamo cambiato più di tremila lampadine”. Senza contare gli impegni legati a determinati momenti dell’anno. “A Natale, per esempio, curiamo l’illuminazione della sala da pranzo e dell’area verde che la circonda. Tenendo sotto controllo le 20 mila lampadine posizionate in esterno e le 10 mila disposte nel salone. Cerchiamo di risolvere l’urgenza nel migliore dei modi”, continua Enrico, “programmando eventualmente interventi più mirati”.

Stessa cosa vale per i richiestissimi idraulici e frigoristi, impegnati sul fronte acqua, gas, vapore e climatizzazione. Controllano il buon funzionamento delle centrali termiche e delle caldaie murali che riscaldano le abitazioni, si occupano del servizio antincendio, delle fognature, della irrigazione, della disinfestazione degli ambienti e di tutte le specializzazioni della termoidraulica. “In estate, ci occupiamo anche della piscina per quanto riguarda il controllo della concentrazione del cloro e dell’integrità dell’impianto a pompe idrauliche che permette il riciclo e la filtrazione dell’acqua”, aggiunge Stefano, uno degli esperti del settore. Anche gli idraulici sono a disposizione 24 ore su 24, grazie alla organizzazione di gruppi sempre pronti ad intervenire.

Quindi nessuna interminabile attesa, aspettando una soluzione? “Facciamo il possibile. A volte succede qualche ritardo, ma poi tutto riprende a funzionare come prima”. Anche nelle situazioni più difficili, gli interventi sono tempestivi e, il più delle volte, efficaci. “Un guasto ad una macchina asciugatrice ha scatenato un grave incendio che, nella mattina di Pasqua, si è propagato nella lavanderia della comunità”, ricorda Parmigiani. “A dare l’allarme e a provvedere al primo intervento per spegnere le fiamme sono stati alcuni ragazzi di Sanpa. Tanto che all’arrivo dei pompieri l’incendio era già stato domato”.

Un impianto all’avanguardia

L’impianto di cogenerazione, installato con la consulenza della Snam e dell’Enea, si trova lontano dalle strutture e dagli edifici di San Patrignano, ma è in grado di fornire loro tutto il servizio necessario. La centrale utilizza gas metano nel processo di combustione e garantisce l’autonomia energetica non pesando in alcun modo su fonti esterne, anzi, rendendo possibile immettere nella rete Enel la sovraeccedenza in produzione che, per esempio, viene realizzata nelle ore notturne.

“Lavorare sia in parallelo con la rete elettrica nazionale che in autonomia per San Patrignano è fondamentale”, spiegano i tecnici della comunità che gestiscono la manutenzione dell’impianto. “Soprattutto in caso di black–out. In essa convivono diverse attività, dal centro medico ai laboratori, dagli allevamenti alle coltivazioni in serra fino agli stessi spazi residenziali che necessitano di energia elettrica 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno”. Nel corso del 2003 sono stati prodotti 13.150.000 kwh, dei quali 9.000.000 sono stati utilizzati internamente e 4.000.000 sono stati ceduti all’Enel.

L’impianto garantisce inoltre un notevole risparmio sia del punto di vista economico che da quello dell’impatto ambientale. La caratteristica di fondo di una centrale di cogenerazione è quella di offrire un utilizzo del 70/80 per cento dell’energia prodotta (la percentuale di resa di un impianto tradizionale è intorno al 30/40 per cento).

Il calore sviluppato dai macchinari nel ciclo di produzione di energia elettrica viene utilizzato poi – con l’uso di appositi impianti capaci di raccoglierlo – per il riscaldamento nella stagione invernale e per il condizionamento nel periodo estivo. Si ha così un uso più ridotto di combustibile ed una conseguente riduzione delle emissioni nell’atmosfera.

Gli alloggi

A San Patrignano i ragazzi sono alloggiati in oltre 220 camere da letto con servizi. All’interno della comunità, c’è un villaggio di 60 casette mono e bifamiliari per le coppie che si sono riunite a San Patrignano e per i 160 operatori e volontari. Il Centro medico ha 50 posti letto per malati affetti da Aids ed offre numerose prestazioni mediche e specialistiche. Nel 2002, è stata inaugurata una nuova struttura, specializzata nell’accoglienza di minorenni. Si tratta di un grande edificio in stile ‘casa colonica’ di 1.150 mq. che può ospitare 100 ragazzi.

Attività e tempo libero

Ogni ragazzo può scegliere fra più di 50 differenti opportunità di formazione professionale, dai settori agroalimentari agli allevamenti, dai laboratori di artigianato all’informatica e alle nuove tecnoclogie. Ci sono inoltre 10 uffici (la comunicazione, gli acquisti, l’amministrazione, il commerciale, il legale, l’organizzazione eventi, la raccolta fondi, le pubbliche relazioni–presidenza–accoglienza, l’ufficio tecnico e design e i trasporti).

A San Patrignano ci sono alcune strutture dedicate al tempo libero: la biblioteca, due spazi per la programmazione cinematografica e televisiva, una piscina aperta nei mesi estivi.

E’ in fase di ristrutturazione il ‘campetto’ (la tensostruttura adibita ad ospitare diverse manifestazioni) che verrà diviso in tre sezioni: l’auditorium, una parte destinata a palestra e un’altra riservata ai servizi. Ci sono poi il maneggio coperto dove si svolgono concorsi ippici che copre un’area pari a 4000 metri quadri, il maneggio scoperto con una superficie del campo gara di 6450 mq., l’asilo per i bambini della comunità e il centro studi, dove si svolgono corsi di recupero per tutti gli ordini scolastici, dalle elementari alle superiori.