Provare per credere

Una mostra al buio. Per imparare a vedere, per capire. Da vivere con il tatto e l”udito, l”olfatto e il gusto. E con le parole di una guida speciale: un non vedente

Il depliant di presentazione avverte: “Preparati a vivere un”esperienza unica. Entra in un percorso che scopre i tuoi sensi, dove la tua guida è un non vedente. Uscirai con un altro punto di vista. Perché esiste un altro modo di vedere: si chiama “Dialogo nel Buio” ed è il modo in cui vede chi non può vedere.

Provare per credere. Perché l”intento di questa eccezionale mostra, in programma fino al 14 marzo 2004 nella sede del Mart, Museo d”Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, è divulgare la conoscenza dell”handicap e in particolare la condizione di cecità, attraverso un”esperienza unica: un percorso che il pubblico compie nel buio più totale, sperimentando cosa significa essere privati della vista.

Il viaggio, della durata di circa un”ora, attraversa alcune stanze che riproducono ambienti diversi e si compie con una guida molto particolare: una persona non vedente, che aiuta il visitatore a scoprire le cose cogliendole non con lo sguardo ma attraverso l”olfatto, l”udito, il gusto.

Dopo aver attraversato ambienti che riproducono la natura e la città, l”ultima tappa è un bar dove, sempre nell”oscurità più totale, ci si rilassa e si inizia a parlare dell”esperienza appena vissuta.

Tra vedente e non vedente i ruoli sono invertiti, le barriere cadute. Il Dialogo nel Buio, non vincolato dalle barriere visive dell”apparenza, del giudizio e della discriminazione, si scioglie e s”innalza per restare impresso nella memoria.

L”iniziativa – nata da un”idea di Andreas Heinecke, umorista–umanista, come lui stesso si definisce – è già stata ospitata in molte capitali europee (tra le quali Milano), oltre che a Tokyo e a Montreal.

L”edizione in programma nella città trentina è promossa e realizzata dal Centro Servizi Volontariato di Trento in collaborazione con l”Unione Italiana Ciechi – Sezione di Trento e con il patrocinio della Provincia Autonoma, del Comune di Rovereto, di quello di Trento e del Segretariato sociale RAI.

Anche San Patrignano ha contribuito all”iniziativa: la sede trentina della comunità, infatti, ha curato gran parte degli allestimenti della mostra collaborando con le altre associazioni di volontariato che hanno reso possibile questa straordinaria esperienza.

Chi è Heinecke
Autore del progetto, vive e lavora tra Francoforte e Amburgo. Nel 1983, aveva appena iniziato a svolgere la professione di giornalista e documentarista, quando gli venne affidata la formazione di un ragazzo non vedente. La sua vita cambiò.

Abbandonata la sua attività, si dedicò all”elaborazione di un progetto per facilitare l”integrazione delle persone con questo tipo di handicap nel mondo del lavoro.

Dopo aver fatto esperienza alla Fondazione Ciechi di Francoforte, Heinecke creò una propria società, la Consens Communications. La maggior parte delle persone con le quali oggi lavora sono persone disabili e discriminate.

Ad Amburgo, dove la mostra è stata prolungata sino al 2005, Dialogo nel Buio è attivo da due anni. Più di 70 persone portatrici di differenti disabilità hanno lavorato e intrapreso lì un percorso di formazione: al termine del programma, il 41 per cento ha trovato lavoro a tempo indeterminato.