Quando lo show diventa impegno civile

Una performance trascinante, all’insegna della spontaneità, quella che si è svolta nel pomeriggio del primo giorno dei WeFree Days 2014, coinvolgendo un pubblico di ragazzi che hanno concluso cantando in coro “Ma il cielo è sempre più blu”. Ospiti, Attilio Fontana, Davide Scalenghe e Alessandro Gallo.

Quest’ultimo ha portato la sua testimonianza di ragazzo cresciuto in un ambiente molto “difficile” di Napoli, membro di una banda di bulli e appartenente a una famiglia con parenti coinvolti nella camorra, se n’è andato giovanissimo con la fidanzata “oggi moglie e madre.
“Ma non ho lasciato l’inferno per il paradiso del Nord, come mi avevano detto. Con il mio lavoro di inchieste ho scoperto che le mafie operano e proliferano anche a un quarto d’ora da qui, a Rimini, o a un’ora da qui, a Bologna. In Emilia Romagna, Lombardia, Triveneto, Marche c’è un fenomeno di infiltrazione criminale spaventoso e sconosciuto, e il fatto più sconcertante è che otto su dieci persone coinvolte sono nate e cresciute qui nel Settentrione”.

Ai ragazzi Gallo ha ricordato un episodio personale, per far capire come però dalle situazioni di peggiore degrado possa arrivare sempre il riscatto: “Con la mia banda abbiamo devastato il teatro della scuola e l’insegnante, del cui successo eravamo gelosi, mi ha ‘costretto’ a seguire un corso di recitazione che ancora oggi è il mio mestiere. Adesso in quella scuola torno a insegnarci”.

Anche Davide ha portato la sua esperienza “inchiestista civile”: “Per il canale Real Time sto preparando un documentario sulla violenza domestica, per far capire alle donne che ne sono vittime che non sono sole.
In passato mi sono occupato di infanzia negata, di prostituzione e dipendenza minorile in Brasile proprio mentre andavano in scena i mondiali di calcio. Vivo nel mondo dello show e lo rispetto, ma a un certo punto nella crescita è sorta l’esigenza di occuparmi di temi di maggiore impegno”.

Attilio, cantante noto al pubblico soprattutto come vincitore del “Tale e quale show 2013”, ha spiegato ai ragazzi di essere a San Patrignano “semplicemente perché in amore non si sceglie: sono stato qui una prima volta, è scattato, e sono voluto tornare”.
Ha quindi imbracciato la chitarra per eseguire un suo brano, “Tango lento”, e poi la cover di Rino Gaetano che gli ha dato la notorietà: ed è venuto giù il teatro.

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