Quello che le famiglie dovrebbero sapere

Lunedì sera. Ore 21.30, la sala dell’ex cinema di Borgo Santa Maria in provincia di Pesaro è gremita. Sono oltre 300 le persone che occupano i posti in platea. ‘Tossicodipenza: quello che i giovani e le famiglie dovrebbero sapere’ è il titolo dell’incontro organizzato dall’Associazione Volontari Antidroga (Avap). L’appuntamento, fortemente voluto e organizzato dalla stessa associazione, nasce per sensibilizzare sulla situazione droga, particolarmente grave sul territorio marchigiano e per fornire stimoli, spunti di riflessione e confronti a chi si trova faccia a faccia con la tossicodipendenza quotidianamente.

‘Siamo molto soddisfatti dell’affluenza di questa sera’, spiega Paola, una delle responsabili dell’Avap, ‘soprattutto vediamo che tanti giovani hanno risposto a questo richiamo’.
Ed è proprio una ragazza che dalle ultime file alza la mano: ‘Cosa posso fare per aiutare qualcuno che amo ad uscirne?’. ‘Non metterti in testa di poter fare da crocerossina’, risponde don Chino Pezzoli, fondatore della comunità ‘Promozione Umana’, membro della Consulta nazionale delle tossicodipendenza e relatore di questa serata pesarese. Nella semplicità di questa risposta c’è una cognizione del problema molto profonda, la convinzione (nata dall’esperienza) che la droga è solitudine e per combatterla necessita il lavoro di molti.

Come sottolinea don Pezzoli, famiglie, comunità e istituzioni dovrebbero lavorare in sinergia, non perdendo mai di vista la consapevolezza di quale impegno comporti il loro ruolo di genitori, educatori e custodi della responsabilità sociale.
Essere dei bravi genitori è un compito sempre difficile’, spiega uno dei responsabili dell’Associazione, ‘ma stando attenti, essendo realmente presenti nella vita dei nostri figli, i segnali si possono vedere’.

L’Avap è stata fondata nel 2004 grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di genitori che in prima persona avevano vissuto il problema della tossicodipendenza. Insieme ad altre Associazioni sparse per l’Italia, rappresenta un ponte tra i giovani che chiedono aiuto e San Patrignano, con cui collabora da molti anni. ‘Sono molti i ragazzi che vengono a bussare da noi’, spiega Paola, ‘vanno dai 18 ai 40 anni, sono diplomati, a volte laureati, senza fissa dimora. Oramai non c’è più nessuna distinzione. La droga riguarda veramente tutti’.

L’incontro è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il Centro Servizi per il volontariato, la Consulta comunale delle associazioni familiari e l’VIII circoscrizione Borgo Santa Maria di Pesaro ed è inserito in un progetto di prevenzione ed informazione che l’Avap porta avanti con gli Istituti Superiori del territorio.