Ragazzi di campagna

Panoramica Sanpa

Le storie di Jelena, Elisa e Gabriele, raccontate ad un pubblico di studenti di medie e superiori. Un progetto educativo “dai giovani per i giovani

di Silvia Mengoli

Palermo, ore 15.00. Circa quattrocento ragazzi, studenti delle scuole medie e medie superiori affollano fila dopo fila il Cinema Jolly della città. Sotto il palco Jelena osserva quella platea di giovani e giovanissimi ai quali a brevissimo dovrà rivolgersi, parlando di sé, delle sue difficoltà, del suo passato. Jelena è tesa, “mi tremano le gambe”, dice, osservando quei ragazzi di oggi, seduti disordinatamente, che chiacchierano e ridono forte. “Cosa ne pensate di questa iniziativa?”, chiediamo a uno di loro, un ricciolone seduto in terza fila. “Di questo spettacolo, organizzato per voi, per parlarvi in modo semplice di grandi problemi che vi toccano da vicino, come la droga?”. Ci guarda sghignazzando, arrossisce un po’, si gira qua e là alla ricerca della complicità dei compagni. “Speriamo che non ci facciano la solita paternale”, dice alla fine. No, non è la solita paternale. Assisteranno ad uno spettacolo che ha come protagonista una ragazza passata attraverso il dramma della droga che propone al pubblico la sua esperienza, senza facili suggerimenti o soluzioni, senza giudizi, proponendo soltanto una realtà, quella di una vita distrutta e di un riscatto difficile.

Un modo innovativo di fare prevenzione: i giovani che parlano ai giovani. Mentre a Palermo si svolge, proprio in questi giorni, la 4° Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. Ore 15.30 lo spettacolo sta per iniziare. Si chiama ‘Fughe da fermi’: sul palco Jelena e il conduttore, Gianpaolo Brusini tossicologo e responsabile scientifico della Comunità di San Patrignano. Insieme viaggeranno l’Italia (quaranta tappe in tutte le regioni), incontreranno giovani per farli riflettere, giocando sulle emozioni. “Vi racconteremo una storia, una storia vera”, dice Brusini, “e, attraverso essa, proveremo a consegnarvi delle immagini, immagini sospese che non vogliono insegnare nulla, ma che ci auguriamo possano rimanere lì, a galleggiare nella vostra memoria, e ad aspettare il giorno in cui, forse, troveranno la loro piccola verità”.

Tra il pubblico ci sono anche Elisa e Gabriele. Domani toccherà a loro: sono i protagonisti di un altro spettacolo ‘Ragazzi permale’, che girerà l’Italia con l’obiettivo di riuscire a scalfire nei giovani del pubblico quel senso di onnipotenza che spesso rende tutto lecito, offrendo loro strumenti di consapevolezza dei pericoli connessi all’uso di droghe e all’abuso di alcol. “Sono un po’ nervoso”, dice Gabriele. “Poi domani dovrò parlare pure ai microfoni di Maurizio Costanzo per un collegamento in diretta”. Vicino a lui Elisa, un viso da bimba, due occhioni sgranati che osservano tutto e cercano un sorriso, una strizzata d’occhio, una stretta forte, forte. “Domani starò meglio, sto facendo una cosa molto importante, ma ho un po’ paura”.

Il percorso narrativo di ‘Ragazzi permale’ si snoda attraverso le storie dei protagonisti e la proiezione di filmati ed immagini fotografiche accompagnate da una colonna sonora. Ma, più dell’impatto scenico, dei particolari tagli di luce e dei brani che saranno letti, l’aspetto fondamentale del talk show è legato alla sua impostazione comunicativa: è infatti utilizzato un linguaggio diretto, privo di retorica e di moralismo. “Crediamo molto in questa forma di comunicazione”, dice Luca Pagliari, autore e conduttore che da tempo si occupa di problematiche legate al disagio giovanile. “Non è facile per i ragazzi raccontare la loro vita, non è facile mettersi a nudo: ci vuole molto coraggio e la consapevolezza di fare qualcosa di efficace e di utile per tanti giovani”.

I due spettacoli, realizzati dalla Comunità San Patrignano, fanno parte di un progetto educativo di prevenzione del disagio e tossicodipendenza e di informazione sui danni provocati dalle sostanze stupefacenti e si collocano all’interno di un più vasto movimento culturale contro ogni droga e contro ogni forma di doping, denominato ‘Drugs off’ marchio realizzato pro bono per San Patrignano da In Testa, agenzia di corporate identity del gruppo Armando Testa.

Per entrambi i format è stato costruito un percorso in 80 tappe attraverso piccole e grandi città, nei teatri, nelle scuole, nelle università. Si è partiti dalla Sicilia (Palermo, Trapani, Catania) dove i due spettacoli, organizzati con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale e dei Centri servizi Amministrativi dei tre capoluoghi di provincia toccati, hanno coinvolto già 2mila studenti. “Come è andata?”, chiediamo agli insegnanti. “I ragazzi non fiatavano, anche quelli delle medie. Un’idea vincente, da diffondere più che potete, perché tanti altri studenti possano ricevere gli stessi strumenti”. Una ragazza si avvicina a Jelena commossa, l’abbraccia: “Grazie”, le sussurra all’orecchio. “Grazie di cuore”.

I DUE FORMAT

‘Fughe da fermi’ è un percorso narrativo scandito da riferimenti letterari, filmati e musiche, in cui lo spettatore è coinvolto dall’atmosfera del racconto e stimolato, dal conduttore dello spettacolo, a seguire ogni “capitolo” della rappresentazione. In questa chiave assume un’importanza centrale nella narrazione il testimonial, una ragazzo passato attraverso il dramma della droga, che propone al pubblico la sua esperienza di vita. Il conduttore è Gianpaolo Brusini, tossicologo e responsabile scientifico della Comunità di San Patrignano.

‘Ragazzi permale’ a metà strada tra inchiesta, rappresentazione teatrale, talk show e programma televisivo, si occupa di “corretti stili di vita”, di comportamenti a rischio e delle molte sfaccettature legate al disagio giovanile ed al consumo di droghe. Protagonisti di “Ragazzi permale” sono giovani tra i 18 e i 25 anni, provenienti dalla comunità di San Patrignano, che hanno vissuto e superato il problema della tossicodipendenza e possono offrire ai loro coetanei una testimonianza delle motivazioni che li hanno spinti ad assumere sostanze. Conduttore e autore è Luca Pagliari. Negli scorsi anni è stato direttore dei programmi di RDS – Radio Dimensione Suono e ha realizzato una lunga serie di campagne informative radiofoniche in ambito dipendenze, alcol, aids. Attualmente conduce la striscia quotidiana d’informazione del mattino su Radio24–Il Sole 24 ore.

PASSATO E FUTURO

Nello scorso triennio San Patrignano, insieme con altre comunità di recupero dalla droga, realtà di volontariato, associazioni culturali, istituzioni pubbliche e private ha realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, due campagne nazionali di informazione sui danni causati dall’utilizzo di sostanze psicotrope e di prevenzione dall’uso di stupefacenti.

All’interno di tali progetti, San Patrignano si è specificamente occupata degli eventi di comunicazione realizzati sul territorio nazionale e destinati al pubblico giovanile, che hanno avuto come loro elemento distintivo la creazione di quattro format di comunicazione (“Urban Tribe” e “Lezioni di storie” per la campagna 2002/2003 e “Cu” e “Fotogrammi” per quella 2004/2005). I format sono stati presentati a migliaia di studenti delle scuole medie superiori del nostro Paese (40mila nel biennio 2002/2003 e oltre 40mila al termine della campagna di prevenzione del 2005).

Secondo la società Millward&Brown, che ha curato uno studio di follow–up quantitativo e qualitativo con interviste “face–to–face” ai destinatari della campagna nazionale contro l’uso di sostanze stupefacenti del 2004/05, gli spettacoli “sono risultati particolarmente riusciti ed apprezzati dalla maggioranza del campione esaminato”. Più in particolare, il testimonial ragazzo ex–tossicodipendente si è dimostrato l’elemento più coinvolgente: è vicino per età ed esperienze al target, rappresenta l’esempio tangibile di difficile ma positiva risoluzione del problema e, infine, presenta la propria esperienza di vita in modo semplice, paritetico e senza falsi moralismi. I ragazzi di 14/20 anni che hanno assistito a “CU”e a “Fotogrammi” li hanno considerati, con percentuali dall’80 al 99 per cento, “coinvolgenti, attuali, informativi, originali, seri, piacevoli…”; le informazioni convogliate negli spettacoli hanno attirato l’attenzione dei ragazzi (95%), sono state giudicate “importanti interessanti, chiare, ben presentate, complete…”. E, solo nella misura del 6 per cento, assimilabili a “tutte le altre iniziative sulla droga”.