Ragazzi Permale a Verona

La tappa si svolge con la collaborazione dell’Assessorato ai Servizi Sociali e alla Famiglia insieme all’Associazione Agaras (Associazione Genitori Amici dei Ragazzi di San Patrignano) che hanno aderito anche al progetto di formazione nato nell’ambito della campagna WeFree (realizzato da San Patrignano, Wind e Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per offrire al personale scolastico conoscenze necessarie ad individuare ed affrontare fenomeni di disagio. L’incontro sarà tenuto da Gianpaolo Brusini, Tossicologo e Responsabile Scientifico di San Patrignano, presso il Liceo Statale Montanari in Vicolo Stimate, 4 il 30 novembre dalle ore 14.00 alle 16.00. A tutti i docenti presenti verrà consegnato il cd rom “Tema in classe: la droga”, il learning object realizzato dalla Comunità.

Lo spettacolo prevede una partecipazione di oltre 700 studenti delle scuole superiori della città. “L’abbiamo scelta perché è un tipo di comunicazione efficace” ha spiegato Stefano Bertacco, Assessore ai Servizi Sociali e alla Famiglia. “A Verona il problema del disagio giovanile è molto sentito, basti pensare che i casi di affidamento minorile sono il doppio della media ragionale. Il che ci dovrebbe portare a riflettere su come il problema sia più radicato di quanto sembri”.

Protagonisti di “Ragazzi Permale” sono Tiziano e Alessandro, ormai alla fine del loro percorso di recupero in comunità. Ad accompagnare i ragazzi in scena, in un percorso narrativo lontano da retorica e moralismi, vi sarà il conduttore Francesco Apolloni. Scrittore, regista e attore, Apolloni ha all’attivo la realizzazione di film, documentari e campagne sociali. Tra gli ultimi lavori come attore la Fiction Rai “Ma il cielo è sempre più blu” su Rino Gaetano e “Scusa ma ti voglio sposare”, trasposizione cinematografica dell’ultimo successo di Federico Moccia”.

“La metà dei ragazzi che accogliamo in comunità – ha dichiarato Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano che oggi ospita 1500 ragazzi di cui 46 provenienti da Verona – ha genitori con problemi di consumo di sostanze e questo è il risultato di una politica che ha cronicizzato la dipendenza ( per una spesa da parte della collettività di 3 miliardi e 800 mila euro). In più ci troviamo di fronte ad un esercito di ragazzi che scappano da se stessi senza sentirsi “dei drogati”. Basti pensare che il 60% circa di quelli che oggi entrano nella nostra comunità non ha mai utilizzato una siringa ma è diventato tossicodipendente fumando, sniffando o assumendo pillole. Bisogna intervenire sul disagio familiare creando centri di ascolto e socializzazione, instaurando con le persone un contratto terapeutico ed educativo”.

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