I ragazzi Wefree all’Istituto Savioli di Riccione

Saranno oltre 300 gli studenti coinvolti nella tappa Wefree all’Istituto Savioli di Riccione.
In quattro incontri organizzati in due mattinate, il 24 e il 25 febbraio, alcuni ragazzi al termine del percorso in Comunità racconteranno le loro storie con l’obiettivo di trasmettere la pericolosità delle sostanze stupefacenti e condividere un passato doloroso.
Passa così anche da Riccione la campagna di prevenzione della Comunità, che si sviluppa ogni anno per l’intera durata del periodo scolastico in tutta Italia, con dibatti e confronti all’interno degli istituti superiori.

A raccontarsi davanti a una platea di studenti poco più giovani saranno Roberto, Andrea, Momo, Alessio, Petra e Nicolò, che si alterneranno nei due giorni di incontri.
«Ogni volta – dice Nicolò – è come rivivere momenti dolorosi, anche se sono già passati tre anni.
Ma non possiamo nascondere gli aspetti più brutti, sarebbe troppo semplice».
E proprio dal racconto dei momenti difficili passa il messaggio di prevenzione, attraverso la condivisione delle sofferenze provocate dalle sostanze.

«Forse – continua Nicolò – per molti di loro questa è una scusa per perdere qualche ora di lezione.
Ma magari a loro resterà qualcosa di quello che abbiamo detto oggi e il giorno in cui si troveranno a dover scegliere, prenderanno la strada giusta.
Siamo gli ultimi che possono insegnare qualcosa. Abbiamo solo la nostra storia e con quella cerchiamo di rispondere ai loro dubbi».

In un’ottica educazionale “peer to peer”, dal 2002, i format di prevenzione inseriti nel progetto WeFree si sono sviluppati in oltre 400 tappe sul territorio, con la partecipazione e il coinvolgimento attivo di più di 230 mila studenti nelle scuole medie e superiori.
Il dialogo può proseguire anche sul web grazie al sito www.wefree.it.

Ufficio stampa San Patrignano
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