La Regione prima legifera e poi ci ripensa

Panoramica Sanpa

Una delibera dell””Emilia Romagna detta regole assurde che mettono a rischio San Patrignano. Ma, dopo la protesta della Comunità e delle associazioni dei familiari degli ospiti, torna sui suoi passi e propone un accordo

LA REGIONE PRIMA LEGIFERA….

“San Patrignano non intende in alcun modo alterare un modello di recupero che è un esempio di eccellenza e di efficacia in Italia e nel mondo. Né possiamo cambiare una filosofia semplicemente perché un’assurda normativa di qualche burocrate impedisce di proseguire un’attività che ha dimostrato di funzionare, e che funziona anche molto bene”. Con queste parole Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, ha spiegato le motivazioni del ricorso al Tar (notificato il 26 aprile scorso) contro la delibera n. 327 della Regione Emilia–Romagna del 23 febbraio, che detta nuove regole in materia di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie regionali.

Due, sostanzialmente, i punti in questione: il primo è che il numero massimo di posti letto per ogni camera dove alloggiano i ragazzi viene portato da otto (così come stabilito dall’intesa Stato–Regioni del 1999 firmata anche dall’Emilia–Romagna) a quattro, mentre il secondo stabilisce un forte ridimensionamento del ruolo dei volontari (che rappresentano l’ossatura di San Patrignano), utilizzabili solo per l’assistenza notturna.

“Il fatto che ci siano otto ragazzi per stanza non è un caso”, ha precisato Muccioli, “a suo tempo ci siamo battuti per questo: è un dimensionamento che favorisce i rapporti tra i ragazzi ed evita la creazione di gruppi troppo piccoli. Cosa dovremmo fare ora? Costruire cinquecento stanze per adeguarci alla normativa? Altra cosa assurda: la delibera, se applicata alla lettera, impone che non ci siano più volontari. Ma nessuno potrà mai obbligare me, che sono volontario a San Patrignano, a smettere di operare. Se lo tolgano dalla testa”.

Questo, in sintesi, il quadro di una situazione che ha suscitato da ogni parte molti commenti, soprattutto perché equipara strutture basate su un approccio educativo, come San Patrignano, ad altre, di carattere prettamente sanitario. Ma, al di là e prima di ogni considerazione, esiste la realtà: chi si preoccupa di quei ragazzi che stanno vivendo il dramma della tossicodipendenza e dei loro genitori, straziati da anni di sofferenze?
Chi provvederà ad accoglierli ed ospitarli per anni, in modo completamente gratuito per loro ma anche per i bilanci delle Regioni (solo l’Emilia–Romagna risparmia ogni anno tre milioni e mezzo di euro!).

E i ragazzi che vogliono entrare adesso? Ci riferiamo in particolare a quei 50 che – il 6 maggio scorso – avrebbero dovuto sostenere il colloquio per poter finalmente entrare in comunità. è tutto bloccato, compresi i contatti con il carcere, finalizzati al recupero e al reinserimento sociale attraverso programmi alternativi alla detenzione.

Non si tratta di adattare locali e strutture a una legge assurda, come sostengono sdrammatizzando dal palazzo di viale Aldo Moro, ma di tenere conto della realtà: San Patrignano, da sola, ospita più del 60 per cento delle persone attualmente in comunità in Emilia–Romagna. Ed ogni anno riceve oltre tremila richieste di ingresso. Ha ottenuto risultati conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Ha sempre rispettato tutte le normative e i piani regolatori. E tutte le leggi. Ma la Regione rispetta San Patrignano?

….POI CI RIPENSA

Accordo fatto fra la giunta regionale dell”” Emilia–Romagna e la comunità di San Patrignano.
L””””intesa permetterà alla comunità riminese – ha spiegato Andrea Muccioli al termine dell””incontro durato oltre tre ore con il presidente Vasco Errani “di continuare a funzionare sulla base dei requisiti, dei principi e dei presupposti””””, previsti dall””accordo siglato a suo tempo dalla Conferenza–Stato Regioni.

In sostanza San Patrignano potrà continuare ad ospitare otto persone per ogni stanza e ad avere fino al 50% di personale volontario.
Errani si é impegnato – ha spiegato ancora Muccioli – a fare in modo che venga emesso un nuovo atto amministrativo della giunta con il quale si chiariscano questi punti “”””al di là di
ogni altra interpretazione o lettura””””. “”””Ci riteniamo soddisfatti””””, ha aggiunto Muccioli il quale ha precisato che ora potranno riprendere i colloqui con le famiglie per l””
ingresso in comunità di nuovi ragazzi che erano stati sospesi di fronte alla delibera. Anzi, Muccioli con un megafono in mano
ha parlato alle decine di familiari che dalla mattina stazionavano davanti alla sede della giunta per rassicurarli sull””””obiettivo che era stato raggiunto: “”””l nuovo atto della giunta ci metterà nelle condizioni di tranquillità per operare come abbiamo sempre fatto. Speriamo così la prossima settimana
di riprendere i colloqui””””. A questa parole i genitori hanno lasciato partire un applauso accompagnato dal coro “”””Andrea, Andrea””””.

Da parte sua Errani in una nota diffusa al termine dell””incontro, ha spiegato che la giunta ha proposto “”””un atto amministrativo di interpretazione autentica delle delibera.
Questo – ha aggiunto il presidente della giunta – per sgomberare il campo da possibili interpretazioni che getterebbero un””ombra
ingiustificata, cioé che la Regione vorrebbe frapporre ostacoli all””attività di San Patrignano. Con questo atto risulterà evidente la nostra attenzione per l””attività e l””autonomia di tutte le comunità. Mi é ben chiaro quale preziosissimo lavoro
svolgano tutte le comunità di recupero dei tossicodipendenti.
In particolare – ha concluso – per quanto riguarda San Patrignano dichiaro il nostro interesse a forme di confronto e dialogo””””””””””””””””. (ANSA).