Il reinserimento dei ragazzi di San Patrignano grazie a Italia Lavoro

Una certificazione attestata dalla regione Emilia Romagna che ha permesso a tutti loro di reinserirsi nel mercato del lavoro. Uscire da San Patrignano non solo avendo ripreso in mano la propria vita, ma anche avendo trovato un lavoro.

Una situazione sempre più reale grazie al rapporto che la Comunità più grande d’ Europa ha intrapreso con Italia Lavoro, partecipando al suo progetto AMVA – Botteghe di Mestiere.

Nel corso del 2013-2014, 20 ragazzi della Comunità, grazie a questo progetto, hanno avuto modo di svolgere dei tirocini formativi pratici nell’ ambito della ristorazione, mettendosi concretamente alla prova in 3 differenti esercizi, quali la Pizzeria Spaccio e il Ristorante Vite di San Patrignano, e il Ristorante Guido a Miramare.

Il progetto prevedeva per i ragazzi sei mesi di tirocinio in situazione lavorativa, e se dieci sono ancora impegnati in questo percorso, è altrettanto vero che gli altri si sono già reinseriti o si apprestano a farlo avendo in mano una concreta opportunità di lavoro.
A favorire questa situazione un attestato certificato dalla regione Emilia Romagna, che ne garantisce le competenze acquisite.

Un progetto innovativo, che vede per la prima volta il rilascio di un certificato di competenze in seguito a un tirocinio formativo on the job, e non a un corso solo teorico.
«Le Botteghe di mestiere sono un progetto pilota che abbiamo avviato in tutta Italia, che prevede la costituzione di una Bottega di Mestiere per ogni provincia, che ha trovato grande adesione nei giovani» spiega Paolo Reboani, Amministratore Delegato di Italia Lavoro.

«Un progetto che nello specifico caso dell’ Emilia Romagna – evidenzia Valentina Fiorentini, Referente del Sistema Certificazione di Competenze – offre a tutti i giovani partecipanti l’ opportunità di ottenere un certificato garantito dalla propria Regione, attraverso un vero e proprio momento di verifica: un colloquio valutativo condotto da una commissione di esperti, in cui sono valutate le capacità e le conoscenze acquisite dal tirocinante durante il percorso on the job».

«In questi sei mesi i ragazzi si sono misurati concretamente con il lavoro – continua Paolo Reboani – e hanno avuto fra l’ altro la possibilità di mettersi in luce attraverso azioni che hanno svolto concretamente, che hanno portato ad assunzioni dirette alla fine del percorso di tirocinio».

Così è stato ad esempio per i ragazzi di San Patrignano: per Paolo Tutino che dopo questi sei mesi al ristorante Guido, è stato effettivamente assunto dal suo titolare, e per Daniele Messana che è diventato lo chef di Spaccio.
Per coloro invece che non hanno terminato il percorso con l’ assunzione, il tirocinio è stato comunque un’ importante attività da cui ricominciare.
«Ciascuno ha ricevuto una borsa mensile di 500 euro, mettendo da parte quindi 3000 euro, che sono una buona base per ripartire e reinserirsi – spiega Francesco Vismara, Responsabile della Formazione di San Patrignano.
– La Comunità si è sempre preoccupata che i ragazzi avessero un’ occupazione, una volta terminato il percorso e oggi l’ impegno si è intensificato vista la difficoltà ancora maggiore di trovare un lavoro.
Per questo ci è sembrato fondamentale cogliere l’ opportunità offerta da Italia Lavoro, di cui i nostri ragazzi hanno fatto tesoro.
In futuro speriamo di riuscire a fornire ad ogni nostro ragazzo una certificazione per l’ attività praticata in Comunità».