Rifarsi il naso

L’operazione non basta
“In pochi confessano di essere coca-dipendenti”, spiega Teore Ferri, direttore della struttura all’Ospedale maggiore di Parma, “ma alla fine se la droga procura loro troppi danni e non respirano quasi più, sono costretti a presentarsi per farsi curare. E negli ultimi anni sono in continuo aumento”. Si tratta di persone che lamentano irritazione della mucosa, congestione, difficoltà di respirare, piccole perdite di sangue. I cocainomani sentono meno gli odori e, nei casi più gravi, hanno ulcerazioni, distruzione del setto nasale e anche lesioni al palato. “Qui vediamo dei disastri”, dice Paolo Castelnuovo, della clinica universitaria dell’Insubria, “ma non deve passare il messaggio che con un’operazione va tutto a posto. L’abuso di cocaina crea suicidio collettivo delle cellule della mucosa nasale e, se le persone non smettono dopo l’operazione, la situazione peggiora”. I casi sono tanti. “Abbiamo rilevato un aumento tra il 10 e il 15% dei casi più gravi, con il crollo della piramide nasale, cavità infette, scomparsa della divisione tra naso e cervello. Ma il peggio deve ancora venire”.

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