Riffeser a Sanpa

Il 5 luglio a San Patrignano, nell’ambito del 26° Incontro Nazionale Amatori Trotto, la Federnat ha insignito Andrea Monti Riffeser con il premio di “Amico dell’Ippica 2007”, un riconoscimento che la Federazione consegna ogni anno a quei personaggi che, con il loro impegno, offrono un contributo essenziale al panorama degli sport equestri.
Riffeser, noto imprenditore dell’editoria italiana, viene descritto in vari siti Internet anche come ‘l’editore- cavaliere’, una definizione frutto della nota passione per i cavalli che lo ha portato nei campi gara di importanti Concorsi di Salto Ostacoli.

“Questa è un’eredità tramandatami da mia madre che è sempre stata un’appassionata di cavallo e un’amazzone”, spiega Riffeser, “Ho cominciato a montare a 13 anni. Poi ho interrotto a 17 per sette anni, fino alla fine degli studi universitari. Una volta tornato in sella ho fatto la gavetta con cinque cavalli italiani, ed erano tutti figli della prima cavalla che montai da adolescente. E’ stata una grande soddisfazione per me, un ciclo che continuava il suo corso. Il padre dei cavalli”, continua, “era uno stallone trottatore, Chivas Regal. Evidentemente era destino il mio legame con il trotto”.

Da anni amico di San Patrignano, il presidente di Monfir Group, da esperto e appassionato, ha sempre seguito il CSI***** Challenge Vincenzo Muccioli. “Penso che questa sia un’impresa straordinaria: un CSI che oggi vanta le cinque stelle organizzato da in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Un’occasione per far conoscere al mondo una delle realtà che troppa gente forse non immagina o non ricorda. E’ un concorso internazionale”, continua, “che ha molti attestati di riconoscimento e di stima anche all’estero”.

Andrea Monti Riffeser ha conosciuto San Patrignano una decina di anni fa e il suo legame con la Comunità si è consolidato nel tempo. “La prima volta che sono venuto qui”, racconta, “sono stato colpito dall’atmosfera particolare che si respirava. Una positività che si poteva percepire chiaramente nell’aria. Niente di drammatico come molti possono erroneamente immaginare”. “A quei tempi i media, a volte anche i miei giornali devo dire, dipingevano questo luogo con un occhio decisamente negativo. Rendersi conto personalmente è qualcosa che ognuno dovrebbe fare. Troppo spesso le persone, e in particolare i giornalisti, peccano di superficialità e scrivono solo per ‘sentito dire’. Credo di aver capito veramente questo luogo dal momento in cui ho cominciato a venirci”.

Una serata importante quella di ieri sera, condivisa dagli oltre duecento ospiti della Federnat con i ragazzi della Comunità, in cui le parole di Riffeser arrivano come un messaggio incisivo su come le passioni possano portare a risultati positivi. Nello sport e nella carriera come nella vita di ognuno.