Rifiorire dalle macerie

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Avevo poco più di vent’anni. La mia vita era fatta di feste, discoteche, droghe e divertimento. Non pensavo a nient’altro.

Abitavo a Novi di Modena e il 29 maggio 2012 ci fu il terremoto. Potete immaginare la situazione. Mia mamma e mio fratello erano in protezione civile. Io con il cane ero destinato a stare in tenda. Un mio amico mi contattò e mi propone di andare a vivere da lui.

Da quel momento, non solo la mia città cadde a pezzi, ma anche tutta la mia vita.

Rimasi da Marco per un po’ di mesi. Sentivo mia mamma raramente, solo per sapere se era tutto ok. I rapporti tra noi si erano già interrotti da tempo. Lei sapeva di me, mi aveva messo allo strette più volte, ma io non ne avevo mai voluto sapere.

In paese mi stavo facendo dei nemici. Mi ero legato agli spacciatori e stavo sempre in mezzo alle storiaccie. Marco l’aveva saputo e mi avevo cacciato di casa.

Vagavo come un’anima in pena e continuavo a farmi per colmare il mio malessere. Passavo le mie serate a distruggermi con la droga. Ero infognato di brutto: pieno di debiti, di gente che mi cercava, i carabinieri mi tenevano sott’occhio. Ero senza lavoro, non avevo più una casa, spesso non mangiavo perché non avevo i soldi. Mi trovai a vivere sotto un ponte. Ero finito per strada. Completamente solo e la droga era sempre la protagonista della mia vita.

L’unica soluzione era la mia vecchia casa disastrata. Era pericoloso ma non avevo scelta. Ero veramente a pezzi. Mi drogavo e basta. Praticamente non mangiavo neanche più. Un giorno mi ero talmente fatto di cocaina che non sentivo più la gamba e il braccio. Caddi a terra, ero ancora vigile, ma stavo malissimo. La cocaina non perdona, potevo morire. Un altro tiro e ci sarei rimasto. Mi presi paura, tanta. Mai così tanta. Con le poche forze che mi restavano aprii la finestra e lanciai fuori tutta la merda che mi stava distruggendo. Quel giorno dissi a me stesso che era ora di finire con quello schifo di vita, che era ora di risorgere dalle “macerie” della mia vita…

Mattia

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