Rimini: per dire no alla droga

Erano in 400 a Rimini. Venivano dal Liceo Giulio Cesare – Valgemigli, dall’Istituto Professionale Alberti, dall’Itis Leonardo Da Vinci.
Alcuni, si aspettavano soltanto di saltare qualche ora di scuola, altri di vedere uno spettacolo teatrale, ma molti, come i ragazzi che abbiamo incontrato nelle interviste erano già consapevoli di ciò a cui avrebbero assistito: uno spettacolo sulla droga, fatto da ragazzi di San Patrignano, gente che aveva vissuto quell’esperienza sulla propria pelle e che avrebbe loro fatto capire di più sull’argomento.

Perché il problema delle droghe è reale ed è troppo diffuso tra i giovani. E spesso è affrontato con superficialità. Non solo da parte dei giovani, ma anche da parte degli adulti che come ci suggerisce la prof dell’Alberti Raffaella Brunelli, spesso non sanno affrontare l’argomento: “Meglio di molte parole sono le emozioni, che spiazzano, e questo è uno spettacolo che sa emozionare.” Perchè questa è una storia vera, e quella che si racconta è una vita vera, come suggerisce anche Franca Berardi nell’introduzione dello spettacolo.

Il teatro partecipa, i ragazzi accompagnano con il battito di mani Mattia quando canta, mentre il silenzio è tangibile quando lui racconta la sua storia: l’emozione è palpabile. Applausi. Ma non finisce qui. Chi vuole si può fermare a fare una chiacchierata con Mattia e Pascal, e sono molti i ragazzi che si avvicinano, che vogliono sapere di più, oppure che vogliono dire solo un grazie.