I risultati dei workshop

Stefano Paleari - Risultati dei Workshop di San Patrignano

Nel pomeriggio del primo giorno del Positive Economy Forum 2015 si sono tratte le conclusioni dei workshop tenutisi il giorno prima a San Patrignano attorno ai temi delle imprese familiari, del microcredito e dell’università del 21° secolo.

Family businesses: il lungo periodo come elemento naturale del capitale paziente

“In merito alle imprese familiari – ha riassunto Donato Iacovone, Ceo di EY Italia – hanno dimostrato grande resistenza durante la crisi e rappresentano un vero e proprio patrimonio per il nostro Paese dato l’alto fatturato che fedelmente riescono a sostenere”. Il workshop, realizzato grazie all’aiuto di AIAF, ha messo in luce che 300 imprese appartengono a Family Business.

“Gli aspetti caratteristici che hanno presentato queste imprese dal 2007 al 2012 sono state: una continuità nella produzione e nella protezione del reddito e dell’ imprenditoria. Tutte si basano su dei fattori di successo quali: un capitale paziente a medio termine e la capacità di distinguere i ruoli tra azionariato e management”.

Iacovone ha poi affermato quanto sia importante accedere in un’azienda secondo delle caratteristiche di selezione: “Un altro aspetto importante è la presenza di persone indipendenti ed esterni in modo da avere idee e proposte neutrali. I due obiettivi che ci siamo posti dopo questo incontro sono lo sviluppo e la protezione per fondare la capacità di stare insieme, motivare, andare nella stessa direzione e valorizzare le risorse. Dobbiamo attivare una visione oltre la nostra generazione, con uno sguardo al futuro e con un senso di responsabilità per la società in continua evoluzione e la sostenibilità dei dipendenti che in primis credono nella loro impresa”.

Fondamentale dev’essere la dimensione dell’impresa in quanto l’impresa italiana è troppo piccola per riuscire a competere con l’estero, c’è quindi bisogno di investimenti per sostenere una vera e propria competizione. Assolutamente indispensabili sono le fonti di finanziamento che possono essere diverse come l’autofinanziamento, i finanziamenti provenienti dagli azionisti dell’azienda stessa e in ultimo, ma non meno importanti le banche.
Per poter creare c’è bisogno di puntare sui talenti, sulle risorse di cui si dispone e sull’innovazione che riguarda un’apertura e un cambiamento di mentalità.

L’università positiva del 21° secolo

Non meno esauriente è stato l’intervento di Stefano Paleari, presidente della conferenza dei rettori delle università italiane, che ha posto al centro l’Università Positiva nel XXI secolo il quale sostiene che sia molto più importante un’innovazione sociale piuttosto che tecnologica. Attraverso un final report Paleari ha spiegato quali sono le proposte per migliorare il sistema universitario italiano il quale dev’essere unito e non selezionato.

”L’Università dev’essere prima di tutto un’istituzione sociale e aperta, ma non una pubblica amministrazione. L’Università dev’essere creatività e dare libertà allo studente. Inoltre l’Università positiva è etica quindi diritti e doveri devono coesistere. Fondamentale è il ruolo che devono avere le imprese in quanto le strutture universitarie devono disporre di più esperienza e di meno lezioni frontali. Inoltre l’individuo dev’essere oltre che motivato, valorizzato e non massificato.

Due elementi che devono coesistere sono l’efficacia e l’efficienza. Inoltre verranno promossi gli Erasmus perché fondamentale è l’introduzione di stranieri nelle strutture. In quanto bisognerà puntare sulla qualità e non sulla quantità. Il percorso universitario deve rappresentare un vero e proprio percorso che deve accompagnare i ragazzi per viverla in tutta la sua continuità”.

Infine il Presidente ha concluso sottolineando la differenza di ruolo tra studente e professore: “C’è chi insegna e chi acquisisce. Dopo l’esperienza qui a San Patrignano oggi mi sento un po’ studente”.

Microcredito per un’economia positiva

Riccardo Graziano, segretario generale dell’Ente per il microcredito ha sottolineato l’influenza positiva del microcredito sulla finanza sociale. “Un importante obbiettivo raggiunto negli ultimi anni è il raddoppio degli importi finanziati e le possibilità che vengono offerte alla singola persona.

Con la Capacity building, iniziativa che l’Ente nazionale ha sviluppato con finanziamenti europei, si mira ad istituire regolamenti, definire e migliorare le normative primarie per il microcredito che manca nella qualità dei servizi/accessori.

Gli aspetti che vanno approfonditi sono gli erogatori del finanziamento iniziale e le figure professionali “tutors”, che seguiranno la persona nello sviluppo del progetto. E’ una realtà importante che riuscirà a sviluppare iniziative imprenditoriali”.