San Patrignano contro Veronesi

I danni da spinello ci sono e non sono da sottovalutare. Non mentiamo alle famiglie e ai nostri figli. È con sempre maggiore sgomento e preoccupazione che rispondiamo all’intervento di Umberto Veronesi sulle pagine del settimanale Oggi.

Come il famoso Oncologo possa scrivere sulle pagine di una rivista rivolta principalmente alle famiglie che, i “danni da spinello” sono praticamente inesistenti è ai limiti del comprensibile.
Veronesi non solo lancia un messaggio di pericolosa superficialità alle famiglie italiane, ma allo stesso tempo ignora deliberatamente le evidenze emerse da numerose ricerche scientifiche.

Tra le ultime, in ordine di tempo, quella pubblicata dal “Journal of Neuroscience” e realizzata dalla scuola di medicina della Northwestern University, il Massachusetts General Hospital e l’Harvard Medical School.

Chiarissimi i risultati, che hanno mostrato una correlazione diretta tra il numero di volte che gli utenti hanno fumato e le anomalie nel cervello, in particolare nelle aree legate alla motivazione e all’emozione. Evidenze a cui Veronesi, il più famoso oncologo italiano che però non si è mai occupato di neuroscienze, tossicologia e psichiatria, dovrebbe perlomeno rispondere con ricerche scientifiche altrettanto chiare.

Le canne, tanto più è alto il thc, instupidiscono gli adolescenti, li allontanano dai loro interessi, fanno calare il rendimento scolastico e pregiudicano il futuro.

Dire alle famiglie e ai ragazzi che fumare la marjuana non è pericoloso denuncia un livello di irresponsabilità inquietante da parte degli adulti.
Non solo è falso, non solo gli si sta facendo credere che non ci saranno conseguenze, ma si sta lanciando un messaggio di pieno permissivismo nei confronti della cultura dello sballo.
Tanto più pervasivo se a farlo è un ex Ministro della Salute, così come alcuni esponenti del mondo dei media e della politica.
Opporsi a questo messaggio, per noi Comunità, come per tantissime famiglie, è sempre più difficile.
Come si può educare ed evitare ai figli di farsi del male, se buona parte della società e le stesse istituzione sdoganano una cultura del “tutto è lecito”?

Basta dunque parlare di liberalizzazione come unica risposta realista alla diffusione della cannabis.

Se questa cultura dilaga, è proprio per il lassismo e la superficialità dimostrata dagli adulti e da chi dovrebbe educare le future generazioni.
Basta anche parlare di riduzione dei danni. Chi ama i propri figli non vuole per loro il male minore, vuole il meglio. Ed il meglio è una vita fatta di passioni, interessi, motivazione e non di annebbiamento, sballo e fuga dalla realtà.
Parliamo di programmi educativi concreti rivolti agli adolescenti, parliamo di come ridare fiducia a intere generazioni che non credono più in nulla.
Parliamo di educazione, di regole, di punti di riferimento e di come fornire esempi costruttivi.

D’altra parte continuare a parlare di legalizzazione come panacea di tutti i mali è del tutto irrealistico, come dimostrato dall’esperienza del Colorado, dove a sette mesi dalla legalizzazione il risultato è un aumento della domanda, della criminalità legata allo spaccio e una valutazione degli introiti statali in discesa da 134 milioni a 30.

In conclusione, invitiamo il Professor Veronesi a un confronto con noi e i nostri ragazzi.