San Patrignano, Movimento Shalom e Unicoop Firenze insieme per il Burkina Faso

San Patrignano Unicoop Firenze Movimento Shalom insieme

San Patrignano, Movimento Shalom e Unicoop Firenze insieme

Oggi a San Patrignano e in occasione del Positive Economy Forum, si è parlato del progetto Burkina Faso. Un progetto nato dalla collaborazione tra la Comunità di San Patrignano, Movimento Shalom e l’ Unicoop Firenze. Antonio Tinelli, Coordinatore del Comitato Sociale di San Patrignano; Luca Gemignani, Direttore del Movimento Shalom; e Claudio Vanni, Capo delle Relazioni Esterne di Unicoop Firenze; insieme sono saliti sul palco in rappresentanza delle tre realtà.

“Dalla prossima settimana ospiteremo, qui a Sanpa, due ragazzi della città di Koupela del Burkina Faso. – ha detto Tinelli. – Perché possano liberamente fare formazione all’interno della comunità, imparando lo straordinario mestiere del fornaio. L’obiettivo è quello di creare competenze; in modo questi giovani una volta terminato il percorso di formazione possano riportare in patria, grazie al mestiere appreso. Unicoop Firenze e Movimento Shalom hanno già avviato attività del genere in alcune città”. Spiegando succesivamente che senza un’azione decisa che promuova lo sviluppo dei paesi del sud del mondo investendo in scuole, strutture e formazione lavoro sarà impossibile ambire alla pacificazione.  Queste zone infatti sono protagonoste spesso di violenze e isoprusi che sono al ordine del giorno.

“Con queste iniziative intendiamo promuovere lo sviluppo del territorio – ha precisato il Direttore del Movimento Shalom.– I proventi di attività come panifici e pizzerie, che abbiamo finanziato e avviato, servono a sostenere gli orfanotrofi, le  scuole materne e i progetti di formazione lavorativa”. Ha concluso l’intervento il manager di Unicoop Firenze, Giorgio Vanni.

“L’esigenza di ideare progetti in loco.  In questo modo gli abitanti di zone così svantaggiate del mondo non siano costretti ad emigrare”. Poi ha raccontato delle iniziative di Unicoop, che “ha promosso degli incontri in più di 50 scuole medie, in Italia, tra studenti e ragazzi immigrati, che hanno raccontato la propria storia di sofferenza e privazioni”.