San Patrignano: i ragazzi diventano imprenditori grazie al microcredito

Al via i primi progetti di reinserimento partiti con il sostegno di Intesa San Paolo, Banca Prossima, Banca Carim, Fondazione Marche, Fondazione Accenture e Vobis.

Da oggi 25 educatori della Comunità saranno ‘Operatori per il Microcredito’, formati attraverso il corso realizzato con l’Università Bocconi di Milano
L’accesso al microcredito per i ragazzi di San Patrignano diventa realtà. Il progetto, avviato dalla Comunità per favorire il loro reinserimento nella società, si concretizza con due piccole imprese avviate dai ragazzi in uscita dalla Comunità che hanno trovato un aiuto concreto grazie al microcredito.La Comunità di San Patrignano, sostenuta da Intesa Sanpaolo attraverso Banca Prossima, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al non-profit laico e religioso, Banca Carim, Fondazione Marche, Fondazione Accenture e Vobis ha infatti avviato nel maggio scorso un progetto di microcredito con l’obiettivo di sostenere la costituzione di piccole imprese da parte dei ragazzi che, terminato il percorso in Comunità, intendono reinserirsi nella società e soprattutto nel mondo del lavoro.
Il sardo Giorgio Bido avvierà un’attività da cartongessista ad Olbia, mentre nel riminese Andrea Calandrini potrà impegnarsi nella carpenteria e allestimenti. «E’ stata un’opportunità fondamentale per il mio reinserimento – spiega Andrea – Avere una base economica da cui ripartire è davvero un valore aggiunto, oltre a ciò che ho imparato in Comunità in questi anni».

Grazie ad un fondo di garanzia, costituito dalla Fondazione San Patrignano, integrato da Fondazione Marche e affidato a Banca Prossima e a Carim, i ragazzi della Comunità che intendono impegnarsi come neoimprenditori potranno accedere a finanziamenti messi a disposizione da Banca Intesa per un importo massimo di 25.000 euro, rimborsabile in 5 anni. Le iniziative imprenditoriali finanziabili, che punteranno a valorizzare le competenze acquisite nel periodo trascorso in Comunità, sono quelle connesse alla costituzione di aziende artigiane caratterizzate da investimenti iniziali contenuti, all’avvio di cooperative e alla commercializzazione dei prodotti della Comunità attraverso l’apertura di punti vendita.

Per rendere possibile tutto questo, saranno fondamentali i 25 educatori di San Patrignano che da maggio ad oggi hanno partecipato alla scuola di formazione per Operatori del Microcredito, promossa dalla Fondazione San Patrignano con la direzione scientifica dell’Università Bocconi di Milano. Per loro oggi la consegna degli attestati di frequenza al corso, dopo aver presentato dei business plan di possibili progetti di microcredito che potranno essere avviati, come una gelateria o una pizzeria. Presente alla cerimonia di consegna degli attestati anche Letizia Moratti, Presidente Comitato Etico Garanti Ente Nazionale Microcredito: «Sono felice e commossa nel conoscere questi possibili progetti di microcredito. San Patrignano è riuscita in un’impresa non così scontata, quella di realizzare un corso per formatori di microcredito mettendo insieme tanti enti ed istituzioni. Ascoltando i progetti ideati dagli operatori di San Patrignano ho risentito i valori di Vincenzo Muccioli. Hanno parlato di un lavoro non troppo asservito al profitto, ma che deve avere anche un impatto sociale, un lavoro al servizio dell’uomo».

Un corso per operatori di microcredito tenuto da un corpo docenti composto da professori universitari e testimoni provenienti da organizzazioni, istituzioni e imprese collegate con la Fondazione San Patrignano. Un percorso formativo innovativo con 160 ore di lezioni in aula, 5 incontri con protagonisti del mercato che hanno avviato imprese, 60 ore di project work per realizzare business plan di possibili idee imprenditoriali.

Da oggi questi educatori di San Patrignano potranno affiancare i ragazzi, con il supporto di Fondazione Accenture, nella realizzazione dei loro progetti imprenditoriali, seguendone le idee, valutandone le proposte, aiutandoli a realizzare i business plan, assistendoli nel rapporto con le banche e  redigendo un report finale dei progetti di microcredito andati a buon fine.

Ad accompagnare i ragazzi nella loro esperienza imprenditoriale ci saranno inoltre i 250 “Credit Angels” dell’associazione Vobis – Volontari Bancari per le Iniziative nel Sociale – unica in Europa, composta da ex bancari Intesa Sanpaolo presenti su tutto il territorio nazionale che intervengono nella valutazione e tutoraggio di chi accede al microcredito.