San Patrignano e Rimini sulla via dell’arte

Presentato oggi pomeriggio al Palazzo di Podestà l’innovativo progetto sinergico di ‘contemporaneo’ e riqualificazione degli spazi urbani

Recupero di giovani e valorizzazione in chiave sociale di un territorio. La Comunità San Patrignano si prepara a festeggiare, nel 2018, i 40 dalla sua nascita. È un anniversario importante al quale San Patrignano si sta avvicinando attraverso un percorso che garantisca la piena sostenibilità finanziaria per proseguire permanentemente la propria attività a servizio di chi ha più bisogno. Una lunga via che, in questa occasione celebrativa, ha incrociato la finalità dell’Amministrazione Comunale di Rimini impegnata già da anni nella valorizzazione del patrimonio cittadino.
Si è così aperto un percorso sinergico per definire un progetto armonico che, attraverso la leva della cultura e dell’arte, alimenti un modello sperimentale di collaborazione tra pubblico e privato per promuovere lavoro, sviluppo economico, riqualificazione urbana nel nome e per conto dell’innovazione, della qualità, della responsabilità sociale, della partecipazione allargata.

Nell’ambito di tale direzione, grazie al contributo di esperti d’arte e collezionisti, la Fondazione San Patrignano ha presentato quest’oggi a Rimini, negli spazi di Palazzo del Podestà (sede della FAR – Fabbrica Arte Rimini) e del Palazzo dell’Arengo, il ‘palinsesto’ della sua raccolta permanente di opere d’arte degli artisti contemporanei di maggior rilievo e interesse. La raccolta annovera già un primo nucleo selezionato e importante, con opere di Beecroft, Bianchi, Busci, Cannavacciuolo, Chia, Cucchi, De Maria, Favelli, Gallo, Garutti, Isgrò, Martin, Mitoraj, Paladino, Pericoli, Pignatelli, Pistoletto, Schnabel, Spalletti, Vitali. Nucleo che i membri dell’advisory board – composto da Nerio Alessandri, Diana Bracco, il Sindaco del Comune di Rimini, Laura Colnaghi, Francesco Micheli, Gilda Moratti, Clarice Pecori Giraldi, Carlo Traglio e Anna Zegna – stanno ampliando grazie a contatti e relazioni con importanti artisti, gallerie, musei e collezionisti.

Questo gruppo iniziale di opere sarà valorizzato mediante esposizioni presso prestigiose istituzioni culturali. In programma già una mostra presso la Triennale di Milano e una presso il Maxxi di Roma (entrambe 15 giorni nel 2018).

Il percorso su cui stanno lavorando Fondazione e Comune di Rimini è quella di inserire in futuro, in forma permanente, la raccolta nel cuore della Rimini storica, oggetto di un ambizioso programma di riqualificazione in corso, portato avanti dall’Amministrazione comunale.
“Rimini, perenne immaginario di dolce vita e contemporaneità – ha spiegato Letizia Moratti, cofondatrice Fondazione San Patrignano, durante la presentazione odierna – è anche luogo d’arte unico al mondo, con un patrimonio che in poche migliaia di metri quadrati contiene la sintesi dell’intera storia dell’arte italiana. La città è un concentrato di bellezza che da alcuni anni sta valorizzando attraverso un nuovo corso nel governo della trasformazione urbana. Questo motiva fortemente l’idea, che vogliamo concretizzare insieme ai riminesi, di contribuire a un arricchimento culturale della città, attraverso il veicolo dell’arte. L’arte intesa non solo come bellezza, intelligenza, visione non convenzionale del mondo ma anche come strumento positivo per un nuovo modo di intendere lo sviluppo economico e l’impegno sociale. Meno invasivo e impattante ma soprattutto più aperto al contributo disinteressato e libero da parte di tutti”.

“L’occasione di oggi rappresenta l’avvio di un cammino – il pensiero del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – che va nella direzione imboccata di definire un nuovo modello di sviluppo, da ricercarsi nella cultura, nella creatività, nella creazione di nuovi spazi e di un paesaggio urbano stimolante, creativo, accogliente, internazionale. Io credo fortemente nella riuscita di questo lavoro intrapreso con la Fondazione e soprattutto credo nella riuscita di questo che magari oggi pare un inedito ‘esperimento’ di comunanza d’intenti tra pubblico e privato, ma domani potrebbe essere una modalità replicabile per arricchire e valorizzare sempre più il nostro Paese e i singoli territori”.

Il progetto presentato prevede allora che, all’interno di questo processo di recupero della propria identità storica, culturale e architettonica, e insieme di tensione verso il contemporaneo, un ruolo di primo piano possa rivestire un nuovo spazio espositivo consacrato all’arte contemporanea, ricavato all’interno del centro storico, in due prestigiosi edifici medievali che affacciano su Piazza Cavour: Palazzo del Podestà e Palazzo dell’Arengo. Spazi che vedranno esposte in futuro, in maniera permanente, la Collezione d’arte di San Patrignano, così come le opere di collezionisti privati, artisti e galleristi; i quali, da oggi, potranno contribuire ad arricchire con il loro impegno e nome questo progetto di fatto unico in Italia, che mette in connessione l’arte, il sociale, il territorio, lo sviluppo, le persone.

Va ricordato come il Palazzo del Podestà, eretto intorno al 1330 e oggi spazio espositivo sede di FAR – Fabbrica Arte Rimini, e il Palazzo dell’Arengo, costruito nel 1204 sotto il podestà Modio dè Carbonesi, e successivamente restaurato nel 1562, nel 1672 e nel 1919-23, sono già oggetto di una progettazione che mira a riqualificarne gli spazi e ad arricchirne i servizi.
“Quello che oggi conta – hanno concluso Letizia Moratti e Andrea Gnassi – è il senso complessivo di questo progetto, che non sta ovviamente nella semplice componente amministrativa per la sua definizione. Il senso è quello della cultura, dell’impegno sociale che può essere esercitato in maniera innovativa, nella valorizzazione di un territorio attraverso l’arte, nell’opportunità che può cogliere ogni persona di contribuire a migliorare e arricchire i luoghi della sua vita. Da oggi il lavoro comincia e tutti sono coinvolti”.