A Sanpa coltivazioni biologiche

“Stiamo parlando di due ettari di orto – spiega Stefano Longhi, un diploma in Perito Agrario in tasca, conseguito al termine del percorso di recupero in Comunità, oggi uno dei motori del progetto – che coinvolgono colture a pieno campo, come ad esempio l’insalata e colture protette portate avanti in tunnel o in serra, come le fragole, i peperoni, le melanzane. Attualmente ci troviamo in quella che viene definita fase di conversione, stiamo cioè abbandonando l’agricoltura convenzionale per approdare nel mese di giugno a quella biologica. Stiamo valutando in questi mesi la possibilità di richiedere la certificazione biologica anche per la vigna e per l’oliveto”.

“Dietro a questa scelta – chiarisce Marco Tamagnini- c’è la volontà di avere a disposizione per la Comunità e le attività di ristorazione prodotti più sani, che siano espressione del territorio e che seguano il passo delle stagioni. Tutto ha preso il via due anni fa quando si è deciso di avviare un progetto di sperimentazione di agricoltura biologica coinvolgendo 18 ettari di superficie di San Patrignano ( 2 ettari di coltivazioni ortive, 12 di vigneto su un totale di 110 ettari e 4 di oliveto su 6 ettari complessivi)”.

In questa logica sono stati messi in atto i tre passi che consentono di approdare alla certificazione: affrancamento da diserbanti e trattamenti chimici di sintesi (antiparassitari); concimazione eseguita tramite fertilizzanti organici, nello specifico ottenuti dal compostaggio di letame bovino e da materiale vegetale di scarto (sfalci e potature). Si sta inoltre lavorando insieme al Centro Naturalistico Sammarinese (C.N.S.) per reintrodurre sull’area l’insediamento di specie di uccelli insettivori come ad esempio le Cincie, le Cinciallegre e i Chirotteri (Pipistrelli), antagonisti naturali dei parassiti, ottimo ausilio alla lotta biologica e al ripristino di un equilibrio ecologico nutrendosi essi in prevalenza di larve di insetti dannosi per le coltivazioni.

Questi uccelli nidificano sfruttando le cavità naturali e per favorirne la presenza i 40 ragazzi del Centro Minori della Comunità stanno realizzando ben 500 casette di legno. Le prime 50 verranno consegnate a breve. Dopo un attento sopralluogo le casette verranno posizionate su tutte le aree verdi di San Patrignano, e monitorate. Parallelamente si andranno ad aumentare i rifugi più strettamente naturali, utilizzati come ricoveri da uccelli e piccoli animali, moltiplicando gli arbusti tipicamente autoctoni come il Viburno, la Piracanta il Sorbo, il Pero e il Melo selvatico.