Sanpafarm, dal formaggio all’amore per la vita

Può una classe di liceali interessarsi alla lavorazione del formaggio? Ai WeFree Days organizzati da San Patrignano la risposta è sì. Il workshop si svolge nel cosiddetto “ZooSanpa”, un’area lontana dal nucleo caotico dell’evento, cioè il piazzale che comprende l’auditorium e i gazebo dove i ragazzi imparano a ballare, bevono drink analcolici e fanno graffiti e freestyle. Gli studenti che partecipano alla “Sanpa Farm” vengono condotti lungo una discesa che costeggia le vigne, le stalle dei suini e dei bovini, senza sapere cosa aspettarsi. Al loro arrivo trovano un ragazzo del caseificio che in un pentolone caglia il latte e nel frattempo racconta la sua storia. Non è solo, con lui altri giovanissimi in percorso intrecciano i racconti delle loro vite in uno spettacolo che fa piangere tutti, dai liceali alle professoresse. Forse commuove tanto perché coloro che si mettono a nudo sono praticamente coetanei degli spettatori e parlano di emarginazione, di genitori assenti e fuggiti, situazioni difficili. E della soluzione sbagliata che hanno trovato per uscirne. «Non ho mai conosciuto mio padre, perché ha abbandonato la nostra famiglia prima che nascessi», racconta uno di loro, che affronta il percorso in comunità da quasi due anni. «Inconsciamente sono sempre stato convinto che fosse colpa mia e sono cresciuto sentendomi sbagliato, uno “sfigato”. E mi sono perso nella droga. Oggi sento che la situazione per me sta cambiando: sono a mio agio con me stesso, non mi vergogno. “Sfigato” lo ero prima, quando mi nascondevo dietro a una sostanza, non ora, che ho il coraggio di mettermi a nudo davanti a così tante persone della mia età. E’ stato difficile, ma liberatorio». Le reazioni degli studenti lo hanno lasciato soddisfatto: «Poco alla volta cambiavano espressione, nei loro occhi non c’era più giudizio o diffidenza, ma partecipazione e anche stima».
Il WeFree nasce per spingere i giovani partecipanti ad esprimersi e ad accettare se stessi e nasce a San Patrignano perché il disagio con ciò che si è e con la propria storia è uno dei principali motori della tossicodipendenza. E’ un evento che lascia a chi partecipa energia e voglia di vivere, di farlo comunicando con gli altri e dando valore a ciò che si ha dentro.