SanpaNews di giugno ricorda la Giornata Mondiale contro la droga

Il 26 giugno si celebra la Giornata Internazionale della lotta alla droga che quest’anno compie trent’anni, era infatti il 26 giugno del 1987 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituì questa giornata per mantenere alta l’attenzione sul tema della droga. La Comunità San Patrignano ha messo in campo un’iniziativa con UBI Banca dal titolo “Mettiamoci il cuore” per sostenere le attività legate alla campagna di prevenzione WeFree.

Tra le pagine della sezione Mondosanpa due gli articoli sui ragazzi che dedicano parte del loro tempo all’assistenza dei malati ricoverati al centro medico. “Quando tutto ebbe inizio” è invece il titolo del primo testo delle rubrica “Ieri e oggi” sulla storia della Comunità San Patrignano, un’intervista a Antonio “Tonino” Pugliese.

La visita in Comunità di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, è raccontata nella pagina “Dalla parte della vita”. Una visita molto sentita da parte del ministro che ha colto l’occasione per augurare buona fortuna agli ospiti e ribadire un secco no alla legalizzazione della cannabis. I ragazzi della redazione nella sezione “Raccontami” scrivono di pugno le proprie esperienze, ricordano eventi legati alla loro vita, eventi speciali e drammatici come quelli narrati in “Zombie Resurrection” e “Siamo vivi”. Primo appuntamento con il viaggio di Gaia, il Cammino di Santiago, esperienza che ha segnato l’inizio di un percorso che l’ha poi portata a decidere di entrare a San Patrignano. Attualità nelle pagine “Dipendenze” con “Roba di classe” dedicato ai giovani di buona famiglia che consumano, spacciano e comprano droga a scuola, un fenomeno molto diffuso in tutta Italia. Tra le pagine dedicate al sociale in questo numero raccontiamo la storia delle “Lettrici itineranti”, persone che portano la lettura e la compagnia a chi, come giovanissimi e anziani, ne sono oggi lontani. Spazio a Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, che si racconta in un’intervista. In “Chi dice parente dice badante” si ricorda la vita dei parenti che assistono malati in famiglia, un esercito di uomini e donne che lo Stato dovrebbe ringraziare e che invece snobba.

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