(S)ballando nelle notti d’estate

Nella calda stagione impazza la voglia di divertimento. La riviera romagnola da giugno a settembre si trasforma nella patria della spensieratezza con i suoi locali sulla spiaggia e le sue discoteche. Alcol e droga però rimangono delle costanti.

Ora si balla anche sul mare. E’ tanto incredibile quanto reale ciò che ha messo in piedi il Torquise Beach Club, locale sulla spiaggia di Rimini. Per la festa di apertura, i gestori hanno infatti deciso di fare esibire le Cinema2 sulla prua di un lussuoso motoscafo nelle acque antistanti l’esercizio. E sarà stato un po’ per l’avvenenza delle due cantanti e un po’ per l’entusiasmo che porta con sé la stagione estiva, ma in pochissimo tempo frotte di ragazzi si sono riversate in mare con pedalò e pattini per seguire da vicino l’evento e ballare sulle onde, questa volta nel senso letterale del termine.

La riviera romagnola si conferma ancora una volta la capitale del divertimento nelle calde notti d’estate. Le sue strabilianti proposte per i più giovani hanno effettivamente pochi eguali in Italia e in Europa. Se però negli anni passati il popolo della notte si riversava a Rimini e Riccione per entrare al Cocoricò, piuttosto che al Prince, al Pascia o alla Baia Imperiale, ora invece lo fa anche e soprattutto per i tanti locali che offrono musica a due passi dal mare. La riviera ne è stata invasa. Solo nel lungomare di Riccione, nella zona del Marano, diventa difficile contarli e nominarli tutti: Beach cafè, Beach Paradise, Mojito, Operà, Hakuna Matata, si trovano tutti nel giro di pochi metri, uno dopo l’altro schierati come delle truppe di soldatini pronti a innescare bombe di gioia per le centinaia di migliaia di giovani che in luglio ed agosto li riempiono tutte le sere della settimana.

Si tratta di locali che in parte stanno sostituendo le vere e proprie discoteche anche se Luigi Pritelli, presidente del consorzio che li riunisce, tiene a sottolineare: “Noi facciamo ristorazione con intrattenimento. Offriamo un prodotto che non è quello delle locali da ballo e per questo penso che possiamo lavorare in sinergia con esse (questi locali chiudono alle 2.30, dopo di che i giovani possono spostarsi nelle disco, ndr). La clientela dimostra di gradire la nostra offerta che è talmente differenziata da essere in grado di soddisfare le esigenze di chiunque”. E effettivamente le persone che scelgono di vivere queste notti sono di tutte le età. Dai giovanissimi ai 40enni ce n’è di tutti i gusti. L’ingresso gratuito, il buon cibo, la musica e la bella vista della luna che si specchia sul mare non faticano a convincere le persone a frequentare questi luoghi.

La piaga dell’alcol
In questi anni così divertimento e sorrisi, amicizie e amori, hanno trovato qui una nuova casa. Ma lo sballo purtroppo è sempre dietro l’angolo. Alcol e droga all’interno di una serata non mancano mai, pronti ad allettare anche chi solitamente non ne è un consumatore abituale. Non che tutti ne facciano uso, ma fra le centinaia di migliaia di persone che si riversano in riviera ogni anno, tanti scelgono questa meta turistica convinti di potervi trovare la patria della trasgressione.
Per quanto riguarda gli alcolici è ancora in vigore la legge che vieta di servirli dopo le due di notte, ma i ragazzi possono comunque ubriacarsi nelle ore precedenti, magari procurandosi anche scorte di birra, vodka e rum nei negozietti sul lungomare se non addirittura nei supermercati, da lasciare poi nei bagagliai delle automobili e andando così, durante la serata, a riempire il ‘serbatoio’. Oltre a questo, si deve aggiungere che questi esercizi basano i loro affari proprio sulla vendita di bevande: “Però, come prevede la legge, evitiamo di servire da bere ai ragazzi alticci e ogni nostro locale è dotato di etilometro. Piuttosto la nuova normativa induce i giovani a comprare gli alcolici e a tenerli in macchina e sappiamo che in questa maniera per loro, diminuendo il costo degli alcolici, diventa più facile ubriacarsi. Per questo a mio parere è una legge controproducente. Per diminuire le stragi sulle strade è stato molto più utile l’inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza e l’intensificazione dei controlli”.

Ma l’alcol è solo una delle piaghe delle notti in riviera. L’altra è senza dubbio l’uso di sostanze stupefacenti: “Il fenomeno droga è da combattere con le unghie e con i denti. Il nostro servizio di sicurezza pone sempre più attenzione ai movimenti all’interno del locale, ma io avverto una sempre maggiore voglia di trasgredire. Noi cerchiamo di limitare questa loro voglia di andare oltre e per questo spendiamo tanto nei servizi per tenere tutto sotto controllo”. La fotografia finale che Pritelli fa dei giovani d’oggi non è quindi delle più rosee: “Sinceramente sono preoccupato, ma non credo che si debba parlare di ragazzi che vengono in vacanza in riviera per infrangere le regole. Piuttosto ho l’impressione che i giovani che frequentano i nostri locali si comportano esattamente come a casa loro. Arrivano qua che non hanno nulla di nuovo da imparare”.

E’ anche vero però che chi si reca in riviera, come in tutte e patrie del divertimento, non ha troppa difficoltà a trovare le sostanze stupefacenti che desidera, con spacciatori sempre all’opera, nemmeno troppo nascosti, il cui fatturato in estate cresce e non di poco.

Spaccio in pista
Le discoteche fra l’altro sembrano essere, assieme alla scuola, il principale luogo in cui è possibile trovare droga. Proprio secondo l’ultima relazione al parlamento sullo stato delle tossicodipendenze il 15% degli studenti dice di poter comprare eroina in discoteca, il 25% cocaina e oltre il 30% cannabis. Un fenomeno che nemmeno il presidente della provincia di Rimini della Silb Fipe, associazione di categoria delle imprese di intrattenimento da ballo, Giovanni Semeraro, si è sentito di smentire, allargando comunque la questione: “Il problema droga c’è, ma si tratta di un problema sociale, una questione di mancanza di educazione a cominciare dalla scuola e dalla famiglia. Per i ragazzi sembra esser diventata una cosa normale fare uso di sostanze. A mio avviso il loro utilizzo si è intensificato e ora chi le assume lo fa in tutte le ore del giorno. Noi gestori di locali da ballo però che cosa possiamo fare di più che schierare un esercito di buttafuori? Sono incaricati di controllare ogni movimento strano e non appena notano situazioni poco chiare allontanano i clienti”. Misure che però non bastano.

Più efficace invece la scelta adottata dalle discoteche della zona per evitare che i ragazzi ubriachi si mettano al volante a fine serata, ponendo così un freno alle stragi del sabato sera: “Da anni tutte le sere è in funzione la ‘Blue Line’, il servizio notturno di autobus che dalla costa salgono in collina per portare i ragazzi a ballare in tutta sicurezza. Vorremo che il motto “Chi beve non guida e chi guida non beve” si avverasse. Per questo cerchiamo di sensibilizzare il più possibile i ragazzi sui danni dell’alcol, senza per questo vietargli di farsi un bicchiere in tutta tranquillità mentre si godono la serata”.

Lo sballo però continua ad essere parte integrante di queste discoteche, diventate ormai dei veri e propri templi del divertimento conosciuti in tutto il mondo. E dopo il calo di clienti degli ultimi anni, oggi queste attività sono in ripresa, come dice Semeraro: “Pare proprio che ci sia un ritorno in auge della discoteca classica. Non che sia mai tramontato il mito delle disco sulla collina riccionese, però dopo il boom di dieci anni fa, si era avuta una diminuzione delle presenze. Quest’anno invece la discoteca è tornata a riscuotere grande successo anche fra gli adulti. Chissà che non sia stato per i tantissimi investimenti che tutti i gestori di locali hanno fatto per rinnovare gli ambienti e l’offerta”.

Che sia la spiaggia o la collina comunque, il divertimento sulla costa romagnola sembra non tramontare mai. Peccato che allo stesso tempo la riviera rispecchi la società attuale dove i giovani non riescono più a capire quale sia il limite oltre il quale non si deve e non conviene andare.