Scuderie a cinque stelle

Guidati da Francesco Carbone, i ragazzi delle scuderie di San Patrignano trovano nel contatto con i cavalli e nella partecipazione ad un evento di spessore internazionale come il CSI5* “Challenge Vincenzo Muccioli” le motivazioni indispensabili a lasciarsi alle spalle un duro passato di emarginazione e a ritrovare il piacere per la vita e il gusto per le sfide importanti.

“La preparazione delle scuderie comincia qualche settimana prima del concorso – spiega Francesco – con il trasferimento dei cavalli di San Patrignano in box provvisori e di quelli ospiti per lasciare spazio ai protagonisti del concorso. Tutti i locali vengono quindi puliti e disinfettati a fondo e vengono realizzati alcuni interventi di riparazione e di miglioramento della struttura, per farla trovare nella migliore condizione possibile”.

Se la preparazione dei 137 box destinati ai cavalli in gara è impegnativa e fondamentale per la buona riuscita del concorso, il momento più delicato è quello della settimana del “Challenge Vincenzo Muccioli” – quest’anno in programma da venerdì 17 a domenica 19 luglio – quando, dopo le severe ispezioni di rito, le scuderie diventano zona sotto giurisdizione della Federazione Equestre Internazionale e sottoposte a rigidi controlli. “Da quel momento possono accedere all’aera solamente le persone autorizzate – spiega Carbone – e, un’ora dopo la fine della gara, vengono chiusi tutti i varchi e chi vuole entrare lo puoi fare solamente accompagnato dagli uomini della sicurezza e tenuto sempre sott’occhio”. Nei giorni della gara i ragazzi delle scuderie hanno il compito di assicurare a tutti i groom – gli uomini di fiducia dei cavalieri, responsabili dei cavalli – fieno fresco in abbondanza e tutto quanto è necessario alla salute e al benessere degli animali.
Ma le responsabilità del settore scuderie – uno dei 53 presenti all’interno della comunità – non si ferma qui. I ragazzi infatti devono anche assicurarsi che tutto sia in ordine per il funzionamento in piena regola di alcuni servizi strategici della gara, come i tre box dell’antidoping, il controllo dei documenti sanitari e di quelli di viaggio, mentre altri ragazzi sono impegnati direttamente sul campo gara.

“Dei molti compiti che ci spettano per la perfetta riuscita dell’evento quello più impegnativo è sicuramente l’arrivo e la partenza dei cavalli – spiega Francesco -, perché per comodità la maggior parte di essi viene fatta viaggiare di notte e arrivano dunque a qualsiasi ora e bisogna sempre essere pronti ad accoglierli, a controllare i documenti e a sistemarli nel box che è stato loro destinato. Nei giorni successivi la fine del concorso molti team si fermano ancora diversi giorni in attesa di ripartire per la gara successiva, quindi per buona parte della settimana seguente abbiamo ancora “in casa” decine di cavalli da ospitare e accudire”.

Ci vogliono almeno un paio di settimane perché le scuderie tornino a disposizione dei cavalli dell’allevamento della comunità e di quelli ospiti.
Quest’anno però l’attesa sarà un po’ più lunga, perché, concluso il concorso intitolato al fondatore della comunità, le scuderie di San Patrignano saranno sottoposte a profondi lavori di rifacimento e miglioramento, con l’obiettivo di rendere gli ambienti del Centro Ippico ancora più accoglienti ed efficienti.