A scuola di pony

Sono più bassi e meno atletici, ma ricoprono comunque un ruolo di grande importanza all’interno della scuderia campione del mondo di San Patrignano. Sono i pony, parenti ‘poveri’ dei più snelli e prestanti cavalli da salto ostacoli, che da quattro anni sono utilizzati per i corsi di equitazione per i bambini: un’idea per farli avvicinare al mondo dei cavalli e far vivere loro la splendida esperienza del contatto con un animale così importante. Un gruppo di bambini, dai 3 a 15 anni, hanno così iniziato a muovere i primi passi a cavallo accompagnati da istruttori qualificati e dai ragazzi della scuderia di Sanpa. Tra gli istruttori Fabrizio Pasquali, un veterano della comunità. “Da tredici anni mi occupo di preparazione ed addestramento dei giovani cavalli dell’allevamento”, spiega, “fino al 2004 montavo in concorso i cavalli della comunità. Questa attività di scuola, oltre ad insegnare a montare un cavallo, persegue un obiettivo molto importante: trasmettere al bambino il rispetto verso l’animale. Certo, non è facile, soprattutto con i piccoli di tre, quattro anni, ma si deve spiegare che il cavallo non è uno strumento da sfruttare ma un animale, e che come tutti va rispettato”.
Il corso prevede due incontri settimanali di un’ora ed è strutturato su tre livelli. Uno superiore, gestito dallo stesso Fabrizio, e i due per i più piccoli, gestiti da Carmen Russing e Francesca Arlotti, dove si ha un primo approccio con l’animale. Il primo momento è quello del ‘Gioco Pony’ dove i bambini sono seguiti da Francesca. Si tratta di lezioni in cui i ragazzini si svagano tanto seguendo semplici regole. I più piccoli utilizzano pony ‘shetland’ alti al garrese circa un metro, mentre quelli più grandi montano i pony più alti (148 centimetri). Ogni lezione è avviata e conclusa con il lavoro di ‘grooming’, ovvero pulizia e cura dell’animale, grazie al quale i minicavalieri riescono ad entrare ancor più in empatia con il cavallo.
A pensare all’avviamento all’equitazione si unisce anche Carmen Russing che spiega: “Il passaggio successivo si ha all’età di sei anni, quando i bambini iniziano a montare i pony più alti. Il gioco è sempre presente, ma in forma meno consistente, si introducono nozioni di tecnica e le regole di maneggio basilari, come le precedenze a cavallo e i cambiamenti di direzione”. Infine i ragazzini che lo desiderano possono intraprendere il vero e proprio corso di equitazione e salto ostacoli. A seguirli in questa fase è Fabrizio: “Le mie lezioni sono un po’ più tecniche, ma sempre nei limiti del bambino. Apprendere deve essere un divertimento senza nessuna pretesa da parte dell’istruttore. Imparare a montare è un percorso lungo e magari nessuno intraprenderà una carriera professionistica. L’importante è far recepire il percorso educativo che ha questa ‘scuola’, stimolando l’attività psico–motoria del bambino”. I futuri cavalieri e amazzoni con Fabrizio iniziano anche a conoscere i componenti della sella, come cinghie e staffe e imparano a portare i pony sottomano con la ‘lunghina’. I lavori a cavallo sono per lo più in piano, a volte alternati da piccoli salti e percorsi sempre in progressione. Un nuovo modo insomma per aprire ancora di più la scuderia della comunità al mondo esterno.