Scuola di vita

Italiani, ma anche moldavi, albanesi, rumeni. Sono i ragazzi che frequentano il centro 2You di Rimini.

Bruno è il primo ad alzarsi dalla sala studio e ad andare nel salotto. E’ uno dei tanti ragazzini che il centro 2you di Rimini accoglie ogni giorno. Domani è giorno di pagelle e al solo pensiero si incupisce: “L’anno scorso erano tutte sufficienze. Quest’ anno no, ma la pagella la farò vedere solo ai miei genitori. Qua al centro col cavolo che gliela do”. La certezza invece è che qualcuno dei responsabili quella pagella gliela chiederà e che Bruno alla fine cederà alla loro richiesta. Loro sono lì per aiutarlo a crescere, pronti ad ascoltarlo e a confrontarsi sui suoi problemi.
Al 2you di Rimini c’è sempre qualcuno disposto a prendersi a cuore i problemi dei tanti ragazzini che trovano finalmente nel centro un luogo dove stare insieme in presenza di qualche adulto che sappia guidarli.
Marco esce dalla sala studio, saluta tutti e con quello zaino più grande di lui fa per andarsene. “Stai già male in vista per la pagella?”, fa giusto in tempo a chiedergli Alessandro, responsabile del centro, prima che il giovanissimo imbocchi l’uscita. “Sai, qui sono davvero pochi quelli che vanno bene a scuola. – Mi racconta Alessandro – Fanno tutti fatica a stare fra i banchi a studiare, ma pian piano stiamo riuscendo a farli concentrare sui libri per qualche ora”. C’è chi nelle due sale dedicate allo studio, fa i compiti in maniera sbrigativa, soprattutto i maschietti, e chi invece sta a testa china fino al termine della giornata, dalle 14 alle 19. La fatica di rimanere concentrati per l’intero pomeriggio su libri di italiano, epica, matematica, francese è cosa comune per tutti i giovani. Una fatica che aumenta esponenzialmente per chi italiano di nascita non è. E al 2you di Rimini ha trovato casa quella multietnicità tipica di una metropoli.
Ragazzini albanesi, moldavi, macedoni, colombiani, equadoregni, rumeni, macedoni, zimbabwiani hanno lì un posto dove trascorrere i loro pomeriggi. “Non è stato facile coinvolgerli e farli stare insieme. Sono state tante le difficoltà nel fare incontrare realtà così diverse. L’unica cosa che li accomuna è una situazione di disagio che tutti vivono, in un modo o in un altro”.
Tutti ragazzini che hanno alle spalle una situazione familiare non facile, con genitori che hanno dovuto trovare a loro volta una dimensione in un nuovo Paese e che anche per questo faticano a seguire i loro figli. E il centro 2you lavora anche nella loro direzione. Cerca di coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche le loro famiglie nella speranza che il percorso educativo che avviano non si limiti soltanto al centro, ma possa continuare nelle famiglie e nella scuola. “Sarebbe inutile la nostra azione- racconta Alessandro- se la famiglia non fosse in accordo con il nostro metodo educativo. Il fatto è che coinvolgere le famiglie in questo discorso è stato più difficile del previsto. Basta pensare che nei primi tempi abbiamo avuto ragazzini di cui non abbiamo mai conosciuto i genitori. E qua vengono minori dagli 11 ai 16 anni, tutti minorenni. Che ne sapevano loro delle persone a cui abbandonavano i loro figli per tutto il pomeriggio? I disagi all’interno delle famiglie sono più di quanti ci si immagina. Abbiamo così deciso che se un ragazzino vuole iscriversi al nostro centro, deve recarsi qua con un suo genitore, di modo che possiamo conoscerci. Oltre a questo poi durante l’anno stabiliamo degli incontri con le famiglie in presenza e non dei figli, in cui discutiamo dei problemi che man mano emergono”.
Anche Giacomo e Mikael finiscono di studiare. Poco più di un’ora chinati sui libri, probabilmente con il pensiero fisso a quel pallone afferrato non appena arrivati nel salone. Presto potranno godersi il campo da calcetto che gli stanno sistemando all’esterno del centro. “Giacomo una volta arrivato al 2you non riuscivamo a tenerlo fermo. Urlava, non studiava, infastidiva tutti i ragazzini. Oggi ci sembra sia avvenuto un miracolo. E’ un ragazzo vispo, ma rispettoso delle regole che gli abbiamo dato. In fondo attraverso il dialogo abbiamo constatato una profonda intelligenza in questi ragazzi. Il problema è che in loro si è spento l’entusiasmo per conoscere cose nuove. Ogni volta che gli proponiamo attività diverse faticano ad accettarle. Ora inizieremo un corso, di chitarra, uno di hip hop, di computer e vedremo come andrà. Lo scorso anno ne abbiamo fatto uno di addestramento di cani e non ti dico che fatica fargli prendere un po’ di confidenza con questi animali”.
Sono le 17 ed è ora della merenda. Tutti interrompono i loro impegni, chi lo studio, chi il gioco, riversandosi nel salone. Accendono lo stereo e mentre i ragazzi trovano posto sui divani e attorno alla tavola, inesorabilmente si diffonde la musica dei TokioHotel. E’ un momento comunitario di fondamentale importanza. L’incomunicabilità fra i giovani di cui tanto si parla non è per nulla estranea ai ragazzi del centro: “Siamo stati costretti a vietare i cellulari. Nei momenti di pausa, i ragazzi si sedevano e iniziavano a guardare solo lo schermo dei loro telefonini. C’è un grande buco comunicativo in questa generazione. Faticano ad aprirsi gli uni agli altri. Per questo abbiamo eliminato anche la playstation, oltre ad aver regolamentato l’accesso ad internet. Speriamo così di insegnargli i valori dell’amicizia e del rispetto del gruppo”.
Paolo scherza con Darina. E’ il giocherellone del gruppo. Canzona e imita tutti come se nulla fosse. Altri maschi fanno gruppetto e chiacchierano fra loro. Un disagio giovanile che in questo luogo sembra trovare una soluzione. Un centro che dà risposte ai minori: “Penso che senza il nostro centro questi ragazzi sarebbero tutti per strada. E da lì il passo verso la droga e lo sballo sarebbe molto breve. Noi cerchiamo di dare risposte ai loro problemi per prevenirne altri”. Il pomeriggio prosegue fra partite a ping pong e a biliardino. Alle 19 i giovani devono tornare a casa. Ognuno a pensare alla sua pagella che verrà.

Matteo Diotalevi

Per saperne di più
Il centro 2you di Rimini si trova presso l’Istituto Belluzzi per Geometri – Centro Studi Colonnella in via Colonna 20, ma con ingresso in via Agnesi. L’orario di apertura va dalle 12.40 alle 19 e i ragazzi sono sempre seguiti dai responsabili della struttura. Nel centro è possibile svolgere i compiti, seguire corsi di musica, di danza, di informatica e prendere parte ad attività sportive. Per informazioni telefonare al numero 0541-382439 o scrivere un e-mail a rimini@centri2you.it. Il responsabile del progetto 2you a Rimini è Alessandro Mauro che ha avviato il progetto assieme all’ANGLAD di Rimini e alla comunità di San Patrignano. Oltre a questi a collaborare e sostenere il progetto anche la Provincia di Rimini, l’ufficio Politiche Giovanili, l’ ufficio Scolastico Provinciale di Rimini, il Centro Pedagogico per l’Integrazione dei Servizi – Rimini, l’USPA – San Marino e il SEPAR – Rimini.

In tandem con le scuole
“Non diamo ripetizioni, ma più semplicemente aiutiamo i ragazzini nello studio”, tiene a sottolineare Irene, una delle responsabili del centro 2you di Rimini. “Non siamo dei maestri di sostegno per i ragazzi. Ciò che cerchiamo di fare, è aiutarli a diventare autonomi e responsabili”. Il centro, sin dalla sua nascita nel gennaio del 2007, ha cercato di instaurare il miglior rapporto possibile con le scuole che frequentano i ragazzi. I responsabili stessi del centro si recano nelle scuole medie e superiori per dialogare con i professori dei ragazzi, proprio perché il percorso educativo dei giovani non si limiti alle ore pomeridiane trascorse assieme a loro. “Inizialmente c’è stata un po’ di diffidenza nei nostri confronti, ma soprattutto perché eravamo una realtà nuova. Ora c’è piena collaborazione da parte degli istituti scolastici, dei loro presidi e dei professori. Sono loro stessi in certi casi a segnalarci casi di disagio che potremmo seguire. Collaborando con le scuole riusciamo a monitorare il comportamento dei ragazzi. Ci deve essere coerenza nel loro modo di muoversi al centro, a scuola e in famiglia”. Un centro che in alcuni casi si apre anche ai ragazzi con handicap: “Non abbiamo le competenze per seguire ragazzi disabili a livello mentale e fisico. Ci sono però alcuni ragazzi con handicap che vengono al nostro centro accompagnati dal loro educatore personale”.

Rinunciare alle canne
Jon è uno dei primi ragazzi che si è avvicinato al centro 2you. Era arrivato con i suoi amici, il suo gruppetto di compagni moldavi. Amici non tanto per una reale comunanza di interessi, quanto per una difficile integrazione con i ragazzini della zona. Erano stati i professori a far conoscere a Jon questo nuovo centro di aggregazione e lui aveva ben pensato di provare ad andarci con i suoi amici. “Arrivarono al centro pensando di potersi comportare come più gli piaceva. Erano i più grandi e avevano iniziato a fumarsi le prime canne”, racconta Alessandro. Da lì la necessità di proteggere gli altri minori presenti al centro e di stroncare sul nascere i problema droga. “Parlammo con i ragazzi e cercammo un dialogo con le loro famiglie. L’unica madre che volle avere a che fare con noi fu quella di Jon. Giorno dopo giorno tutti i ragazzi del suo gruppo lasciarono il centro”. Ma Jon è rimasto. “Ha rinunciato alle canne. Ha pensato al suo bene, ha sofferto nel lasciarsi alle spalle le sue amicizie ed è cresciuto tantissimo. A scuola ha iniziato ad avere voti sempre migliori”. Ed ora è uno dei ragazzini più grandi che aiuta i responsabili del centro a portare avanti le attività. E non ha avuto problemi a crearsi nuovi amici.

Il centro 2you di Rimini si trova presso l’Istituto Belluzzi per Geometri – Centro Studi Colonnella in via Colonna 20, ma con ingresso in via Agnesi. L’orario di apertura va dalle 12.40 alle 19 e i ragazzi sono sempre seguiti dai responsabili della struttura. Nel centro è possibile svolgere i compiti, seguire corsi di musica, di danza, di informatica e prendere parte ad attività sportive. Per informazioni telefonare al numero 0541-382439 o scrivere un e-mail a rimini@centri2you.it. Il responsabile del progetto 2you a Rimini è Alessandro Mauro che ha avviato il progetto assieme all’ANGLAD di Rimini e alla comunità di San Patrignano. Oltre a questi a collaborare e sostenere il progetto anche la Provincia di Rimini, l’ufficio Politiche Giovanili, l’ ufficio Scolastico Provinciale di Rimini, il Centro Pedagogico per l’Integrazione dei Servizi – Rimini, l’USPA – San Marino e il SEPAR – Rimini.

Alcune cifre
123 iscritti al centro 2you
4000 presenze dall’apertura del centro nel gennaio 2007
11-16 anni l’età dei ragazzi che frequentano il centro