Sedicenne morta per overdose a Udine: l’ultima bambina entrata in comunità ha 14 anni

Morire di overdose nel bagno di una stazione a 16 anni. Siamo a Udine, ma potremmo essere in qualsiasi città d’Italia. Quella bambina che ha perso la vita ieri, potrebbe avere il volto di una delle nostre bambine minorenni, tra i 34  minori entrati nell’ultimo anno a san Patrignano, e oggi accolti nei nostri due centri dedicati. Il dato dal nostro osservatorio è che c’è stato un incremento di richieste del 70% sull’accoglienza minori negli ultimi 5 anni. L’ultima entrata ha 14 anni.

San Patrignano si stringe attorno ai famigliari della giovane di Palmanova, sapendo purtroppo perfettamente cosa stanno passando, e sostiene il sindaco di Udine Piero Fontanini, che ha dichiarato che di fronte a certi drammi si deve aprire un’immediata verifica dei fatti ma, al contempo, qualora dovesse essere confermata la versione dell’overdose,  ha dichiarato di voler impegnarsi a implementare le politiche indirizzate ai nostri ragazzi puntando sulla sensibilizzazione contro l’uso di sostanze mortali come le droghe”.

L’ultima relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze parla di un mercato illegale da 14,4 mld, il mercato vale quasi un punto di Pil. Cresce il consumo ad alto rischio come salgono però anche i sequestri (+60% nel 2017 rispetto al 2016). Aumentano i decessi: nel 2017 quelli direttamente attribuibili all’uso di sostanze stupefacenti sono stati 294, con un aumento di quasi il 10 %.

Per noi di San Patrignano fare prevenzione significa incontrare 50.000 studenti l’anno nelle scuole di tutta Italia e dentro San Patrignano, mettendoli di fronte ai rischi che la droga porta attraverso incontri, workshop, format teatrali. Recuperare i giovani dalla dipendenza significa invece insegnare loro un mestiere che li aiuti a ricostruirsi una vita una volta terminato il percorso di recupero. Tutto questo gratuitamente, ogni giorno, da 40 anni.

Occorre intervenire, soprattutto prevenire, cominciando dalla scuola, già dalle elementari. Solo così si può inculcare nei ragazzi la percezione di un pericolo che rovina la loro vita e quella delle loro famiglie. Solo così si può insegnare loro che non è un gioco, che la droga, nessuna droga, può essere light.