Segretariato sociale Rai: in un video il racconto di San Patrignano

Un’occasione per sensibilizzare quante più persone al problema della dipendenza dalle sostanze e su come viene affrontato dalla Comunità riminese.

“Prendersi per mano” è il titolo del documentario su San Patrignano, realizzato dai suoi stessi ragazzi di SanPa Media, con cui la Comunità ha provato a raccontarsi.
A presentarlo, questa mattina a Roma nella Sala degli Arazzi della sede Rai, sono stati gli stessi protagonisti della storia: ragazzi in percorso che hanno attivamente partecipato alle riprese e al montaggio del video. Ad introdurre l’iniziativa il Direttore generale Rai, Luigi Gubitosi: «Ho visitato San Patrignano e ho visto il lavoro straordinario fatto al suo interno: si tratta di una riabilitazione dalla terribile esperienza della droga che riguarda corpo e mente.
La Comunità potrà sempre contare sul supporto della Rai e sul suo impegno sul fronte della lotta alla tossicodipendenza. Un impegno evidenziato dall’iniziativa oggi presentata e da una produzione televisiva che mira ad offrire esempi positivi ai giovani».

Con lui in conferenza Letizia Moratti, da sempre al fianco della Comunità, Antonio Tinelli, coordinatore del Comitato sociale di San Patrignano, e i ragazzi che hanno realizzato il filmato. Sul rapporto tra imprese e mondo del no profit ha insistito Letizia Moratti: «Il no profit rappresenta in Italia un mondo in espansione, contribuendo per il quattro per cento al nostro patrimonio interno lordo e occupando oltre 700 mila persone. Si tratta di un mondo che va aiutato perché fa un’opera di supplenza allo Stato, che non riesce più a contribuire. In primo luogo – ha continuato Letizia Moratti – un aiuto al no profit è legato alle politiche fiscali per le donazioni. Negli Usa esistono deduzioni fiscali fino al 100 per cento, mentre In Italia non vanno oltre il 5 per cento. È importante intensificare i rapporti tra imprese e no profit, invitando le imprese a sostenere iniziative legate al sociale. In questo senso la collaborazione tra Rai e Sanpa è un esempio estremamente positivo».
Di una realtà con ormai 30 anni di esperienza e focalizzata sui rapporti umani ha parlato Antonio Tinelli. «I sentimenti non possono essere pagati e per questo San Patrignano è gratuita, permettendo allo stato un risparmio di 18 milioni di euro. La società deve riconoscere il diritto di crescere in maniera psicofisica sana. Per noi è spaventoso pensare a una legalizzazione delle droghe leggere, il cui uso per quanto transitorio è sintomo di un disagio e allo stesso tempo un pericolo». «Ringraziamo la Rai – ha concluso Tinelli – perché ha offerto ai nostri ragazzi un’opportunità di crescita e perché ci aiuta a diffondere i nostri valori».

A nome di tutto il gruppo coinvolto nelle riprese ha parlato Raffaele, uno dei ragazzi in percorso. «È stata una fortuna per noi partecipare a questo video, realizzato sotto la guida del regista Leonardo Pollavini (Leon Gaig). Il lavoro è stato impegnativo per il tempo ridotto, ma questo non ci ha mai scoraggiato. Non è facile trasferire all’esterno quello che è Sanpa. Ogni volta sembra che non si riesca a raccontare tutto quello che vorremmo. Con questo lavoro abbiamo cercato di portare agli occhi di tutti i volti dei ragazzi e le loro esperienze per mostrare tutto il lavoro che ogni giorno viene fratto in Comunità. Il video ci ha coinvolti in maniera totale, perché è un lavoro che sentiamo profondamente nostro».

Per spiegare San Patrignano i ragazzi della comunità hanno scelto un registro “emotivo” affrontando i rapporti umani come punto focale di un lungo e complesso cammino di ricostruzione. Ci vuole tempo, determinazione, mutuo aiuto. Una strada che nessuno può intraprendere da solo. Prendiamoci per mano parla di tutto questo: della vita, dei ritmi e delle tante attività della Comunità. Dall’accoglienza e l’ingresso alle diverse fasi del percorso di recupero fino al momento del ritorno nella società. Senza tralasciare l’impegno della Comunità nella prevenzione, attraverso manifestazioni e incontri con gli studenti.

Disponibile in formato DVD, il video ha una durata di circa 30 minuti. L’idea è quella di restituire un’intera giornata in Comunità, attraverso immagini di vita quotidiana e le testimonianze dei ragazzi in percorso. Ad emergere è un mondo in cui l’armonia e la gioia che si vivono all’interno della Comunità convivono con le difficoltà e le fatiche quotidiane affrontate dai ragazzi. Perché San Patrignano non è un’ “isola felice”, ma una palestra di vita, un microcosmo sociale dove ragazzi una volta emarginati si esercitano a vivere nella concretezza di tutti i giorni valori come l’onestà, il rispetto, la responsabilità. Nel percorso della Comunità non ci sono farmaci, ma amore, comprensione e capacità di interpretare l’animo umano. E c’è, soprattutto, il dono di un sostegno offerto in modo totalmente gratuito, perché i sentimenti si possono solo regalare.