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Senza vita

Un ragazzo qualunque, con i suoi diciotto anni e la sua relativa incoscienza, preso dalla foga di vivere. Vivere, vivere, vivere… ma cosa significava realmente per lui?
Fatemi pensare: ah, si, ecco. Significava far vedere agli altri che lui era di più, che lui era lì, seduto in alto a guardare il mondo, dimostrando a se stesso di essere forte e in grado di gestire qualunque cosa.

Se la spassava, come si suol dire: belle macchine, soldi, un mucchio di ragazze che li giravano attorno e infine, quello che lo faceva sentire il padrone del mondo: il potere che esercitava sugli altri. Il motivo? La gestione del loro divertimento. In che modo? Con la felicità sintetica. Quella che ti cali giù, che ottieni fumando o pippando qualcosa.
Ciò gli consentiva di avere tutte quelle cose materiali che voleva, per di più era sempre al centro dell’attenzione, non pensando così a quello che era realmente, uno spacciatore.

Le cose giravano bene, e lui si diceva: cavolo, vedi, non è difficile essere felici, e non capisco perché, molte persone mi dicono che sono sulla cattiva strada, poveri stupidi! Sarebbe così facile anche per loro.
Lui sì che aveva trovato il senso della vita, per di più, si era anche innamorato perdutamente di Ilenia, una ragazza da sogno, bella come il sole, per di più molto intelligente, ma propensa alle trasgressioni.
Cazzo che vita, chi non vorrebbe averla?

Una sera per il loro anniversario, dopo essere stati a cena fuori, non facendosi mancare nulla, da bottiglie di vino costosissime, a qualche pippatina in bagno giusto per animare un po’ la serata, decidono di dare il via alle danze.
Musica house e luci offuscavano la mente, allora ecco il regalo per la sua adorata, una pastiglia passata di bocca in bocca con un bacio passionale, come a dire, auguri amore.
Solo che dopo mezz’ora, lei era lì, accasciata a terra, occhi bianchi e bavetta alla bocca, “senza vita”, stroncata da un arresto cardiaco.
E lui…? Lui era lì, incredulo, con il suo pseudo regno che gli stava crollando sotto i piedi.
Arrivati all’ospedale, i dottori chiedono cosa avesse fatto la ragazza, e lui preso dai fumi del delirio più assoluto, racconta tutto, quasi volesse provare a lavarsi la coscienza.

Ora il regno tanto desiderato è caduto, crollato, praticamente divenuto polvere e il suo Re è stato esiliato in una cella, accusato di omicidio, con la pena peggiore: l’angoscia di aver ucciso la persona più importante della sua vita.


1 Maggio 2012
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