Sofia

Per fortuna che mia madre non ha creduto alle mie tesi strampalate sugli spinelli e ha continuato a lottare. Lei sapeva che dentro di me qualcosa non andava, non ero felice, piangevo, ero agitata… Il “malessere”, la non voglia di vivere, la sfogavo in tanti modi, e anche in questo. Quando mi sentivo diversa, esclusa, e volevo far parte di un gruppo ecco la canna che riunisce tutti.
E così conoscendo questo modo alternativo per fare i conti con la realtà utilizzare altri metodi è un passo molto facilitato.
Magari qualche persona non lo ha mai fatto questo passo ma il semplice desiderare una sostanza che modifica i sentimenti cela una voglia di sfuggire dalla realtà.
Tolta la sostanza rimangono le emozioni vere ma la mia persona dopo tanti anni di tossicodipendenza è tanto fragile.
Tutti i giorni c’è la necessità di affrontare la vita e non scappare e questo è difficile. Credo che per mia esperienza personale il mondo della droga (spinelli compresi) corroda l’animo della persona. Io non voglio più essere così e ringrazio mia madre, mio padre e la mia famiglia che ha continuato a lottare per me.