Il 28 Novembre è Giving Tuesday

Una tradizione, quella del Giving Tuesday, ormai consolidata, istituita nel 2012 in America si è ora estesa a macchia d’olio in tutto il mondo.

Nasce come risposta al Black Friday e al Cyber Monday, come alternativa, quindi al consumismo sfrenato. Il Giving Tuesday è un giorno per donare, un giorno di alte aspirazioni in cui supportare il lavoro di chi fa del bene agli altri, al mondo, all’ambiente o semplicemente per ricordarsi che dare è bello.

Il Giving Tuesday è un invito a donare nel senso più ampio del termine, “ognuno di noi ha tanto da donare“, questo è il messaggio. Non per forza donazioni in denaro: si può donare tempo, speranza, aiuto, un posto sull’autobus, un tweet, un sorriso.

Il 28 novembre sarà una giornata in cui tutto il mondo si unisce in un unico atto di bene.

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Un percorso al femminile

La Comunità San Patrignano è il più grande centro di recupero d’Europa e ospita oltre 1.300 ragazzi in forma totalmente gratuita, senza chiedere nulla né ai ragazzi in percorso, né alle loro famiglie e nemmeno allo Stato. San Patrignano offre loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, di imparare un lavoro e reinserirsi pienamente nella società al termine del percorso di recupero.

Una volta entrati a San Patrignano, i ragazzi vengono inseriti in un settore di formazione dove oltre ad imparare un lavoro, imparano ad affrontare le loro paure.

I settori di formazione sono più di 50 e fra questi vi è la lavanderia. E’ un settore fondamentale perché si prende cura del vestiario di tutta la comunità, quindi della cura di ogni ragazzo. Ma è un settore ancora più importante per le ragazze stesse che ne fanno parte, tutte con problemi di dipendenza che qui crescono confrontandosi l’un l’altra, seguite dagli educatori, prendendosi ogni giorno nuove responsabilità, ritrovando così la serenità perduta.

Fra queste ragazze c’è anche Aurora, capelli mossi e castani, occhi marroni e intensi che nasconde dietro agli occhiali. E questa è la sua storia.

“I ricordi più belli della mia infanzia riguardano tutti mio padre, di fatto l’uomo più importante della mia vita. Fin da piccola passavo i miei pomeriggi con lui, nella sua officina meccanica, e le voci che sentivo sul suo conto, sul fatto che fosse un tossicodipendente, non toccavano l’amore che provavo. Ripensandoci la sua dipendenza per me era diventata la normalità, perché anche se non era lucido, anche se sotto gli effetti delle sostanze, lui restava mio padre, il centro della mia vita. Ho iniziato a fumare le prime canne in maniera quasi responsabile, mi davo delle regole, mi dicevo che quella non era droga. Mio padre non sempre c’era, a volte spariva per mesi, e io mi consolavo con fidanzatini nei quali ricercavo quella figura paterna che mi mancava da morire. Poi a 15 anni la prima esperienza con sostanze più pesanti e l’inizio di una dipendenza che era diventata indispensabile per affrontare la solitudine delle mie giornate. A 17 anni scappai di casa, ma mio padre, che nel frattempo era entrato a San Patrignano riuscì a trovarmi. Mi invitò in Comunità e la mia prima visita fu una sorpresa. Non avevo mai visto mio padre lucido in vita mia, non mi aveva mai parlato così. Voleva che entrassi in Comunità, non voleva rimanessi in strada. Gli dispiaceva uscire da San Patrignano prima di aver terminato il suo percorso, ma se non fossi entrata io, sarebbe uscito lui.

La decisione non fu semplice. Un paio di mesi a San Patrignano per far contento mio padre però potevano essere un buon compromesso. Poi al compimento dei 18 anni avrei avuto accesso ad un fondo lasciato da mia nonna e avrei ripreso in mano la mia vita.

Da allora sono passati due anni e sono ancora in comunità. Ho ripreso gli studi e nel pomeriggio mi impegno in lavanderia. Qui mi immergo in quel profumo di pulito e di fresco che ha riempito così tanto la mia vita”.

Attualmente in lavanderia, ci sono 37 ragazze come Aurora. Si occupano di lavare e stirare tutti i vestiti dei ragazzi in percorso a San Patrignano. Hanno una loro programmazione giornaliera, che si divide fra scuola e settore. Molte hanno 18 anni o poco più e per loro il diploma rappresenta un vero e proprio traguardo, un obiettivo da raggiungere con molti sacrifici.

Grazie al tuo sostegno, altre ragazze come Aurora potranno seguire un percorso di recupero, riprendere gli studi interrotti e affrontare il futuro con occhi nuovi.

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