Lo spettacolo di prevenzione di San Patrignano a Rovereto

In scena domani “Ragazzi Permale”. Marco e Mirco raccontano la loro storia di droga e il difficile percorso di recupero in Comunità per superare la tossicodipendenza.Tappa a Rovereto per “Ragazzi Permale”, uno dei due spettacoli teatrali portati in scena dai ragazzi di San Patrignano per diffondere attraverso le loro storie un messaggio di prevenzione e di consapevolezza dei danni provocati dalla droga.
In scena domani venerdì 7 marzo, alle ore 10,30 presso il Cinema Teatro Rosmini, l’evento prevede la partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto di formazione professionale Alberghiero, dell’Istituto Don Milani e della Scuola Media Veronesi.
La tappa dello spettacolo, che rientra nel progetto WePAD promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga, con il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto Tecnico Economico “R. Valturio” di Rimini, è stata realizzata in collaborazione con la sede della Comunità San Patrignano a San Vito Pergine e dell’associazione Amici di San Patrignano di Lavis (Trento)«Anno dopo anno – spiega Maurizio Folghereiter, responsabile dell’associazione – arrivano da noi ragazzi sempre più piccoli da tutta la regione.
Abbiamo tantissimi minori che fanno uso di pasticche, cannabis, psicofarmaci e droghe da rave party.
Il tutto accompagnato da una grande quantità di alcool.
Sono ragazzi arrabbiati, aggressivi e hanno gli occhi stanchi, come se fossero stanchi di vivere.
In famiglia non parlano e le figure genitoriali sono troppo deboli per guidarli in un’età delicata come l’adolescenza. Per questo il dialogo e gli incontri come quelli organizzati dalla Comunità hanno grande importanza».Il dialogo e il confronto i cardini degli spettacoli di prevenzione organizzati dalla Comunità, nell’ambito della campagna di prevenzione Wefree.
Protagonisti di “Ragazzi Permale” sono Marco e Mirco.
Rispettivamente di 26 e 21 anni, sono loro a ripercorrere storie di tossicodipendenza e di recupero, in un racconto alternato e scandito dalla conduzione del regista e attore Francesco Apolloni.
Ed è proprio attraverso le storie e le parole di Marco e Mirco, rivolte a ragazzi poco più giovani, che passa il messaggio di prevenzione, non solo un insegnamento ma una condivisione del dolore provocato dalla dipendenza.

«Quando sono arrivato in Comunità – racconta Mirco – avevo paura anche solo di parlare con un persona. Adesso riuscire a raccontarmi davanti a tanti ragazzi è una vittoria incredibile. È sempre una grandissima emozione, alimentata proprio dalla speranza di poter essere utili a qualcuno attraverso la nostra testimonianza».
Dal 2002, i format teatrali di prevenzione inseriti nel progetto WeFree si sono sviluppati in oltre 400 tappe sul territorio, con la partecipazione e il coinvolgimento attivo di più di 230 mila studenti nelle scuole medie e superiori.