Lo spinello? Un trampolino

La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia non lascia dubbi. Ma gli studiosi si prodigano per dimostrare il contrario e sostengono che i “consumatori di cannabis sono molto selettivi”. Così, la ricerca sembra dimostrare che il “corridoio delle canne è un universo chiuso di consumatori esclusivi e quasi gelosi della loro abitudine”, spiega Alessandro Barbano. Ma è “una misera furbizia” per tentare “di dimostrare la separatezza tra droghe leggere e pesanti, al fine di legittimare le prime. In realtà lo spinello è da sempre il viatico verso stupefacenti peggiori”. Lo è stato per l’eroina, ma “tra la fittizia socialità delle canne e la solitudine della droga in vena c’era un fossato che in parte ha limitato i danni”, viste le percentuali molto alte di morte per overdose. Su quel fossato, invece, “la cocaina ha disteso negli ultimi dieci anni una passerella”. E’ vero che 87 consumatori su 100 fanno uso esclusivo di spinelli, ma trattandosi di una base di consumo enormemente più ampia di quella di droghe pesanti, l’11 per cento che contemporaneamente fuma e sniffa rappresenta la fetta più grossa del popolo della cocaina. Basta leggere i dati alla rovescia: il 71 per cento dei consumatori di cocaina assumono anche cannabis. Percentuale che sale all’86 per cento dei cocainomani giovani. Ciò significa che lo spinello è un trampolino di lancio verso l’abisso della polvere bianca”.