La storia di Luca

“Una sera all’uscita della discoteca ho visto dei ragazzi in macchina che trafficavano con qualcosa. Mi sono avvicinato, erano dei miei amici. Stavano sniffando. E allora mi sono detto perché no?”.
Inizia così la storia di Luca, con un ‘che male c’è?’. Luca scopre nella cocaina una sostanza che lo fa sentire bene, a suo agio ovunque e soprattutto diverso da come è tutti i santi giorni. Nel suo paese lo fanno un po’ tutti, perché lui dovrebbe essere diverso, sentirsi da meno? “Non vedevo proprio che male ci fosse a lasciarsi andare ogni tanto. Non mi sentivo né isolato, né emarginato nè diverso dal resto del mondo. Anzi, mi sentivo forte, importante ed ero io a tenere a distanza chi non mi piaceva”.

Poi, dal sabato sera Luca inizia a sniffare anche al venerdì, poi la domenica mattina per affrontare il pranzo di famiglia dopo i bagordi notturni e poi ogni giorno della settimana. Il lavoro non basta più per avere tutta la coca di cui ha bisogno, allora insieme a qualche amico, Luca mette su un giro di spaccio e diventa una delle conoscenze della Polizia Locale. “In quel periodo ho conosciuto una ragazza e mi sono innamorato. Non le volevo far mancare nulla ma allo stesso tempo avevo paura. La polizia aveva già fatto due perquisizioni a casa dei miei. Qualcosa poteva andare storto. Così decido di mollare quel giro. Ma non rinuncio alla ‘pippata’ del week end. Non facevo certo del male a nessuno”. Però, le cose non vanno sempre come uno pensa o programma e una sera, Luca viene arrestato. “Ho fatto un anno tra carcere e arresti domiciliari. Uscito, mi ero accorto di aver bruciato tutto. Quando in passato avevo paura di fare del male a qualcuno ci avevo visto bene. Avevo fatto del male proprio a me stesso”.

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