Tutti i lavori in corso

Panoramica Sanpa

Una realtà come quella di San Patrignano ha subito profonde evoluzioni dai primi anni ad oggi, sia da un punto di vista dimensionale che organizzativo. Per andare incontro alle mutate esigenze di una comunità in continua espansione, per adeguarsi ai bisogni di un luogo dove si vive, si lavora, si mangia, si praticano sport, si svolgono vari tipi di manifestazioni, rivolte all’interno ed all’esterno.

Il visitatore di un giorno tende forse a dare molto per scontato, ma dietro a tutto questo lavoro c’è una struttura ben definita che ha saputo svilupparsi e progredire in maniera flessibile e razionale per studiare e realizzare gli edifici, gli impianti ed i servizi più consoni all’ampliarsi della comunità e delle esigenze dei suoi ospiti e di chi a San Patrignano lavora. L’ufficio tecnico e design di San Patrignano riveste un ruolo importantissimo, fondamentale. E dovrà averlo ancora di più, per diventare una struttura operativa di riferimento, un servizio con il quale tutti possano collaborare, relazionarsi, indirizzare consigli e suggerimenti, riferire problemi o eventuali mancanze.

Questo ufficio è stato creato praticamente con la nascita di San Patrignano – nel 1978 – per seguire i lavori che man mano venivano realizzati. Se a quel tempo la comunità si estendeva per circa una ventina di ettari, diventati 200 nel ’90, adesso ne occupa 250. I numeri parlano già da soli e forniscono il quadro della situazione.

A San Patrignano ci sono costruzioni dall’ampia capienza, considerando che gli ospiti al momento sono 1800 (di cui 160 operatori e volontari e 120 bambini e complessivamente 80 ospiti stranieri tra svizzeri, croati, canadesi, tunisini, americani, tedeschi, turchi, russi e greci): il ‘campetto’, ossia la tensostruttura che ospita varie manifestazioni (dai tornei interni ed esterni di basket e pallavolo alla proiezione di film, dalla celebrazione religiosa alla visione diretta degli eventi sportivi più importanti) e occupa una superficie di circa 2200 metri quadrati; il salone dove si raduna tutta la comunità, anche gli ospiti esterni, per mangiare, che copre un’area complessiva (compresa la cucina, che serve circa 25 mila pasti alla settimana) di 3000 metri quadrati ed è in grado di ospitare fino a 2000 persone.

Poi c’è il maneggio coperto, dove si sono svolti anche i Campionati italiani di dressage ed altre manifestazioni di equitazione (che copre un’area pari a 5700 metri quadri). All’interno della comunità ci sono anche un villaggio con 53 casette mono e bi–familiari, per complessive 76 unità abitative, e 10 uffici (la comunicazione, gli acquisti, l’amministrazione, il commerciale, il legale, l’organizzazione eventi, la raccolta fondi, le pubbliche relazioni–presidenza–accoglienza, l’ufficio tecnico e design ed infine i trasporti).

Progettare e costruire via via nuovi edifici, ampliarne altri, realizzare operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, tenere sotto costante controllo i vari tipi di impianti (luce–gas– acqua–riscaldamento) non è un gioco da ragazzi e necessita di una struttura ad hoc. Ecco perché l’ufficio tecnico si è ingrandito con il tempo, fino ad arrivare alla sua dimensione attuale, composta da trentacinque persone, fra cui una ventina di ragazzi e quindici collaboratori esterni. A fare un po’ di storia e a spiegare come funziona questa struttura è Massimo Parmigiani, il responsabile del settore.

“I primi tempi l’ufficio si era strutturato per seguire quasi esclusivamente i lavori di carattere edile ed impiantistico, poi si è evoluto”, spiega Parmigiani, “appena si è avvertita la necessità di ampliamento della comunità e, di conseguenza, il bisogno di trasformare l’ufficio tecnico in una struttura che avesse anche il compito di raccogliere tutti i dati relativi ai fabbricati e agli impianti di San Patrignano, sia dal punto di vista normativo, dei permessi legati anche alle problematiche per la legge sulla prevenzione incendi e della sicurezza in senso ampio, che dal punto di vista edile”.

In anni più recenti all’ufficio tecnico si è aggiunto l’ufficio design, nato con l’obiettivo specifico di seguire tutti quei settori che offrono i loro prodotti all’esterno, di curare la produzione all’interno dei laboratori, di elaborare disegni e progetti, stilare preventivi, andare incontro e curare le esigenze dei clienti.

Ma com’è strutturato oggi l’ufficio tecnico? Come si è modificata la situazione? Quali sono gli interventi più richiesti? “Le esigenze sono cambiate ancora, per cui, anche se ci sono ancora grosse opere in corso di realizzazione, le prospettive di lavoro puntano piuttosto alla qualità della manutenzione e agli interventi di prevenzione, per arrivare ad un vero e proprio controllo del territorio”, risponde Parmigiani, sottolineando come ci si stia organizzando sempre meglio, razionalizzando al massimo le risorse, “per fare in modo che quest’ufficio possa svolgere al pieno la propria attività in un ragionevole lasso di tempo”.

Parmigiani aggiunge poi che questa nuova tipologia d’intervento comporterà l’adozione di strumenti nuovi, anche software e database completamente innovativi, ideali per razionalizzare una corretta gestione del territorio e programmazione degli interventi da effettuare, ordinari o straordinari. Per fare un esempio, uno di questi sistemi si chiama G.I.S., sistema integrato per il controllo del territorio, e viene utilizzato soprattutto dalle grandi amministrazioni comunali.

Il programma, che contiene tutti i dati relativi ad impianto elettrico, luce, gas, acqua, permette di leggere in brevissimo tempo, cliccando sopra ad una mappa, la situazione che interessa in quel momento. In questo modo è possibile prevedere e programmare la gestione di eventuali problemi o malfunzionamenti, e di scegliere, ad esempio, di inserire allarmi che segnalano se è il momento di pianificare un intervento su un punto o su un altro.

L’ufficio tecnico ha in cantiere tanti progetti. Tra i lavori da affrontare nell’immediato futuro, c’è la costruzione degli uffici nuovi, pensati ad hoc nella prospettiva di realizzare finalmente quell’unificazione dei luoghi che, eliminando le distanze fisiche (al momento i vari uffici sono alloggiati in edifici diversi, anche distanti tra loro, ndr) faciliti il lavoro di tutti quanti, a beneficio di un’organizzazione diversa, più rapida e funzionale. Poi c’è anche la cantina nuova, in fase di ultimazione, che si prevede possa diventare operativa dal prossimo agosto, anche se il taglio del nastro vero e proprio (con la struttura completa di mobili e arredi) dovrebbe esserci intorno a novembre–dicembre 2003.

L’auditorium

Sta per partire anche la ristrutturazione di quello che a Sanpa viene chiamato il ‘campetto’ (la tensostruttura adibita ad ospitare diverse manifestazioni): l’edificio nuovo sarà diviso in tre sezioni, creando una parte dedicata soprattutto alla funzione di auditorium, una destinata a palestra e la terza abidita a servizi.

Qui ci saranno anche gli spogliatoi, la regia, alcune aule e, probabilmente, una palestra dedicata alle attività psicomotorie dei bambini. Obiettivo dell’auditorium, oltre a creare e migliorare il servizio per gli ospiti di San Patrignano, è rendere disponibili 24 ore su 24 tutti quegli spazi che fino ad oggi erano utilizzati in maniera diversa. In futuro
tutto lo spazio sarà fruibile, offrendo la possibilità di svolgere attività più
differenziate.

Altro scopo è quello di avere, in funzione di questi nuovi spazi, una maggiore integrazione con il territorio: le squadre di basket e di pallavolo – adulti e bambini – potranno occupare la palestra non solo per gli allenamenti, ma anche per partite di campionato. Così i bambini della comunità ospiteranno per le competizioni sportive anche i compagni non residenti a San Patrignano. I tempi? In linea di massima, i lavori dovrebbero terminare nel dicembre 2004.