Vecchi spacciatori tornano in libertà e i nuovi non entrano neanche in carcere.

L’appello della Comunità San Patrignano al Governo Renzi: l’assetto legislativo sullo spaccio deve essere modificato.

Vecchi spacciatori condannati in via definitiva accedono a sconti di pena e tornano in libertà, mentre i nuovi spacciatori vengono arrestati e rimessi subito in libertà senza un solo giorno di carcere.

Sono gli effetti del decreto legge approvato in Parlamento per porre rimedio alla bocciatura della Fini-Giovanardi: piazze dello spaccio più vive che mai e spacciatori tutelati anziché contrastati.

È la denuncia fatta da mesi dalla Comunità San Patrignano e oggi confermata dai fatti.
Una situazione sempre più allarmante alla luce della quale San Patrignano chiede un pronto e doveroso intervento al Governo, al Primo ministro Renzi, ai Ministeri della Sanità, degli Interni e della Giustizia per modificare un assetto legislativo attualmente favorevole solo agli spacciatori ed attuare misure efficaci contro il traffico delle sostanze, a tutela delle famiglie e dei tanti adolescenti esposti allo spaccio.

Che il decreto legge, redatto velocemente e in emergenza, non avrebbe sortito effetti positivi era prevedibile, come la Comunità aveva espresso manifestando a Roma davanti al Senato.
Gli effetti adesso sono sotto gli occhi di tutti: solo pochi giorni fa, in un clima di assordante silenzio da parte della stampa, è tornato in libertà, grazie a uno sconto di pena di tre anni, il primo spacciatore condannato in via definitiva per una piantagione di marijuana definita dalle forze dell’ordine come la più grande d’Europa.

Il caso ha aperto le danze ad un prevedibile lungo elenco di richieste da parte di altri condannati.
Non tossicodipendenti, come ci era stato raccontato, ma veri e propri trafficanti di droga.
E mentre i vecchi spacciatori vengono premiati con uno sconto di pena, arrivano i primi gridi d’allarme dalle città italiane
Prima fra tutte Bologna, dove, stando alle parole del pm Valter Giovannini, per effetto della nuova legge di aprile, oggi “sicuramente ci sono più spacciatori in circolazione” e c’è da augurarsi che “l’aumento del numero di spacciatori non crei contrasti anche violenti tra gruppi per il controllo del territorio”.
Polizia e carabinieri continuano a fare arresti, ma per spaccio di lieve entità gli spacciatori tornano subito in libertà.

La responsabilità è in una legislazione sbagliata e che deve essere modificata.

Come Comunità di recupero in azione da trent’anni per restituire alla vita le vittime del mercato delle droghe, San Patrignano non può accettare l’indifferenza delle istituzioni di fronte a piazze dello spaccio sempre più prosperose.
Perché a pagarne le spese sono solo i più giovani, i più fragili. Il Governo non può ignorarlo, ha il dovere di intervenire.