Vite: sempre più apprezzati i suoi chef

Fabio Rossi e Franco Aliberti, chef e pastry-chef di Vite portano alla ribalta della grande cucina italiana il ristorante di San Patrignano. E da questo mese un nuovo menù aspetta gourmet e appassionati della buona tavola.

Autunno intenso per Vite e i suoi Chef. Franco Aliberti il giovane pastry-chef riceve anche quest’anno un premio importante. Dopo la segnalazione come migliore pasticcere emergente del 2009 di Identità Golose di Paolo Marchi, ottiene un riconoscimento anche dal Gastronauta, Davide Paolini, che nella sua guida ai Ristoranti d’Italia edita dal Sole 24 ore, lo indica quale migliore giovane della pasticceria del nostro Paese.

Insieme al suo chef Fabio Rossi e al sommelier, sempre di Vite Gianfranco Marchesan, Aliberti era stato uno dei docenti nel corso di Restaurant management organizzato lo scorso settembre a Parma nella Reggia di Colorno. A ottobre altra partecipazione importante. Aliberti è stato a “To be Lambrusco” manifestazione conclusasi con una cena gourmet che ha visto protagonisti, oltre a Aliberti, alcuni dei più grande chef italiani: Massimo Bottura, Filippo Chiappini Dattilo e Gennaro Esposito.
Fabio Rossi ha invece presentato il suo “Risotto Vite” (riso Acquerello, squacquerone affumicato, pancetta di mora, salsa all’Aulente) nella “sfida per la tipicità organizzata da Enologica, la manifestazione organizzata dal giornalista enogastronomico Giorgio Melandri a Faenza (19 -22 novembre).
Invece, il 23 di questo mese Aliberti si cimenterà con farine e lieviti durante il Word Bread Day per il progetto “5 stelle” di Molino Quaglia. Con lui i top della pasticceria italiana: Aimo Moroni, Gianluca Fusto, Corrado Assenza e Simone Padoan.

Nel frattempo è da pochi giorni arrivato a Vite il nuovo menù autunnale, che accompagna ogni cambiamento di stagione, in omaggio a una cucina saldamente legate al territorio, ai suoi prodotti e, naturalmente, alla stagionalità. (Leggi il menù). Tra le nuove proposte create da Fabio Rossi un antipasto di cinghiale in olio di cottura, polenta di Starno, gremolata e puntarelle di cicoria, fra i primi “Mi ricordo lasagne verdi”, sfoglia alle erbe selvatiche, ragù di chianina e fonduta di Tom. Nelle carni spicca il bollito misto con cotechino, muscolo, lombo, lingua di chianina, accompagnato da verdure all’agro, salsa verde, salsa all’uovo e tartufo nero. Franco Aliberti torna in scena per la carta dei nuovi dolci, dove troviamo tra le altre novità “Bugs Bunny”. Ovvero carote glassate al cioccolato al latte, biscotto all’olio di nocciola, sfoglia caramellata, crema di vaniglia e purea di feijoa.

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