Voglia di scuola

Centro Studi - SanPatrignano

A San Patrignano aumenta il numero dei ragazzi che scelgono di riprendere gli studi

di Silvia Mengoli

Oltre cento studenti, sei differenti indirizzi scolastici per il conseguimento del diploma di Stato di istruzione secondaria superiore, quattro scuole serali statali (per un totale di sette indirizzi) con docenti di ruolo preposti dal ministro dell’Istruzione, 150 ore di lezione per ottenere la licenza media e due lezioni settimanali da settembre a giugno per la conoscenza della lingua italiana da parte dei numerosi ragazzi stranieri in comunità. Il Centro Studi di San Patrignano è in continua evoluzione per andare incontro alle esigenze dei ragazzi e consentire ad un numero sempre maggiore di loro di riavvicinarsi all’ambiente scolastico, portando avanti percorsi di studio spesso interrotti o neppure cominciati.

“Quest’anno abbiamo avviato un istituto tecnico commerciale, uno per periti turistici, uno per operatori chimico–biologici, uno per geometri, e, ancora, uno per operatori sociali e un liceo artistico”, spiegano i coordinatori delle attività didattiche di San Patrignano. “I ragazzi frequentano le lezioni tutti i giorni, dalle otto del mattino fino alle 13.30 e a fine anno si presentano agli esami come privatisti. Abbiamo impostato il Centro studi in modo da ricreare un ambiente scolastico simile il più possibile a quello degli istituti statali: colloqui con gli insegnanti, verifiche, prove in classe. Vogliamo fornire ai ragazzi tutti gli strumenti formativi necessari alla loro crescita culturale, cercando di accontentare il più possibile le loro richieste”. Oltre a queste possibilità di formazione scolastica, dallo scorso anno è partito un progetto che ha avuto notevoli riscontri, ovvero due scuole serali statali all’interno di San Patrignano. Ventidue ragazzi della comunità hanno conseguito il diploma di qualifica triennale, dopo aver sostenuto un esame di idoneità che consentiva loro di frequentare il terzo anno degli istituti professionali. Due erano i filoni di studio: l’istituto alberghiero ‘Savioli’ con possibilità di scelta tra operatore ai servizi di ristorazione e cucina (realizzazione di piatti caldi e freddi, capacità di predeterminare i tempi del lavoro, conoscenza dei principi nutritivi e metodi di conservazione degli alimenti) oppure operatore ai servizi di ristorazione e sala bar (accoglienza dei clienti, esecuzione di tutte le fasi del servizio in ristorante e nelle altre aziende ristorative, preparazione e svolgimento di banchetti, buffet, etc..) e l’istituto professionale per l’industria e l’artigianato ‘Leon Battista Alberti’ con la scelta tra operatore elettrico (installazione di tutte le apparecchiature elettriche, idonee a realizzare comandi, automatismi, etc…) oppure operatore termico (conoscenza del funzionamento dei motori a combustione interna e degli impianti idrici e termici in relazione anche alle norme di sicurezza).

“Siamo una sezione staccata degli istituti statali. Dipendiamo dal loro preside e dai loro insegnanti preposti dal Ministero”. Quest’anno i ragazzi iscritti alle serali sono circa una settantina. “Oltre agli istituti con i quali è partito il progetto (Savioli e Alberti), se ne sono aggiunti altri due: l’Istituto Iris Versari per operatori tecnici dei servizi sociali e l’Istituto statale d’Arte ‘Federico Fellini con i due indirizzi: moda e costume e grafica pubblicitaria e fotografia”. I ragazzi frequentano le lezioni dal lunedì al venerdì dalle 17.15 alle 21.30. Alla fine dell’anno scolastico conseguiranno il diploma di qualifica triennale nei vari indirizzi che permette già di accedere al mondo del lavoro o di continuare gli studi per arrivare fino alla maturità.

Cifre alla mano
Dal ’95 ad oggi 79 ragazzi hanno conseguito l’alfabetizzazione, 416 la licenza media, 175 il diploma di scuola secondaria superiore e 29 la laurea; nel 2004/2005 22 ragazzi hanno conseguito il diploma di qualifica triennale.
Oltre il 70 per cento dei ragazzi, una volta reinseriti nella società, trova lavoro in settori occupazionali inerenti la formazione professionale svolta in comunità.
Ogni anno si svolgono corsi di formazione professionale che coinvolgono tra le 600 e le 800 persone.