Al via la partnership con Mentoring Usa/Italia

Con tale iniziativa le due organizzazioni intendono dare vita ad una forte alleanza operativa, quale motore di sviluppo di nuove opportunità di crescita sana e responsabile dei giovani.

La firma e’ avvenuta nel contesto di una conferenza stampa alla presenza del Console Generale d’Italia a New York Natalia Quintavalle, in occasione del ricevimento negli USA da parte di Letizia Moratti di due importanti riconoscimenti da parte della National Italian American Foundation (NIAF Special Achievement Award in Philanthropy) e dell’ Italy-America Chamber of Commerce Women’s Forum.

Piu’ nel dettaglio San Patrignano e Mentoring Usa/Italia si impegnano a costruire insieme progetti specifici sia in Italia sia all’estero mirati a:

– la prevenzione all’uso di “sostanze stupefacenti ” e la promozione all’interno delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile di uno stile di vita sano;

– il sostegno alle famiglie nell’affrontare casi di tossicodipendenza dei propri figli;

– la formazione di docenti e di adulti qualificati e specializzati sul tema della tossicodipendenza;

– l’ affiancamento alle scuole nella costruzione di piani di intervento mirati alla gestione e al presidio di comportamenti a rischio.

Dati questi presupposti Mentoring Usa/Italia e San Patrignano si impegnano pertanto da subito a dare vita ad alcune azioni significative al fine di perseguire coerentemente gli obiettivi comuni condivisi.

La prima azione in tal senso prevede, da parte di Mentoring, l’impegno a individuare due volontari mentori all’interno dei propri programmi, costruendo con loro un progetto formativo dedicato ad approfondire i temi legati alla tossicodipendenza e contestualmente da parte di San Patrignano, la partecipazione alla realizzazione del sopra citato progetto formativo e l’accoglienza delle due figure individuate presso le proprie strutture italiane e la messa a disposizione di tutto il proprio know how, utile al raggiungimento dello scopo.

“Per migliorare la qualita’ e l’efficacia dei servizi educativi rispetto alle problematiche giovanili del momento – commenta Letizia Moratti – appare opportuno stringere alleanze con partner qualificati e provenienti da diversi ambiti pubblici e privati, anche al di fuori dell’Italia, all’insegna di una condivisione di alcuni principi di fondo quali il rispetto della vita, l’attenzione alla solidarietà, il contrasto a ogni forma di dipendenza, nonché l’affermazione del valore assoluto della responsabilità educativa degli adulti”.

“Mentoring Usa – commenta Antonio Tinelli coordinatore del Comitato sociale di San Patrignano – ha un’esperienza pluridecennale e significativa nelle scuole americane cosi’ come San Patrignano ha una storia consolidata nel campo della prevenzione dalle dipendenze. Ecco perche’ queste due realta’ possono da oggi collaborare sinergicamente al fine di raggiungere importanti risultati nel campo dell’educazione e della prevenzione”.

Mentoring Usa/Italia ha le sue origini nel 1897 quando Matilda Raffa Cuomo stabili’ il New York State Mentoring Program con la missione di creare relazioni positive e di sostegno tra i mentori e i giovani di età compresa tra i 7 e i 21 anni attraverso l’implementazione di un modello strutturato.

Nel 1995 il programma fondato dall’ ex First Lady dello Stato di New York, è diventato organizzazione non-profit 501 (c) (3) e ha fornito sin dal suo inizio mentori per più di 5.000 bambini, al servizio della gioventù a livello nazionale e internazionale.

Mentoring USA ritiene infatti che la presenza di un adulto attento nella vita di una persona giovane, e’ in grado di aumentare l’autostima, rafforza le relazioni con i coetanei e con gli adulti, migliora il rendimento e la frequenza negli studi e aiuta a combattere l’abbandono scolastico. La ricerca indica che i bambini che hanno più successo, nonostante la presenza di ostacoli personali di ordine economico o sociale, lo fanno in virtu’ della cura di adulti competenti che credono in loro. Allo stesso tempo i mentori raggiungono una maggiore consapevolezza di sé, realizzando valori personali e facendo tesoro di un capitale culturale e di una prospettiva diversa.

San Patrignano, dal 1978 a oggi ha accolto oltre 20.000 persone, offrendo loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, di imparare un lavoro, di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società, senza fare alcun tipo di discriminazione ideologica, sociale, religiosa. Tutto questo in modo completamente gratuito, cioè non accettando rette o contributi economici dalle famiglie e dallo Stato. Attualmente i ragazzi accolti in comunità sono circa 1.300.

La comunità accoglie, inoltre, 75 bambini, figli di operatori e di ragazzi che svolgono il percorso, numerosi nuclei familiari e 33 minorenni reduci da problematiche di disagio e consumo di droghe. Sono attivi, all’interno della struttura, un centro medico con 50 posti letto specializzato nelle malattie legate alla tossicodipendenza, un polo educativo e d’istruzione per i bambini, un centro studi, un teatro, un auditorium e numerose strutture abitative, sportive e ricreative.

Negli ultimi 25 anni, la comunità ha sostituito oltre 4.000 anni di pene detentive con programmi riabilitativi orientati al pieno recupero e reinserimento sociale e lavorativo, permettendo allo Stato un risparmio di oltre 330 milioni di Euro.

Dal 1989 ad oggi, 999 studenti hanno frequentato il Centro Studi di San Patrignano, conseguendo licenze medie, qualifiche di istruzione professionale, diplomi e lauree.

Secondo ricerche sociologiche e tossicologiche svolte dalle Università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni di ex ospiti della comunità, la percentuale di persone totalmente recuperate dopo aver completato il percorso a San Patrignano supera il 72 per cento. I fondi necessari al mantenimento dei ragazzi e delle strutture derivano, in parte, dalle attività e dai beni e servizi prodotti secondo il principio dell’autogestione e, per il fabbisogno restante, da donazioni e contributi di privati.

San Patrignano riceve ogni anno centinaia di persone provenienti da decine di Paesi del mondo.
La comunità, inoltre, come “Organizzazione Non Governativa” è riconosciuta da 1997 dalle Nazioni Unite con stato consultivo in materia di droghe e di problematiche sociali.

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