I bambini non vedenti incontrano i pony delle scuderie di Sanpa

Il progetto, proposto dalla IUIC di Rimini,  è iniziato il 19 giugno.

Al fianco dei bambini non vedenti, per guidarli ed accompagnarli nel contatto con il pony.  Per i ragazzi delle scuderie di San Patrignano si è trattato di un’esperienza assolutamente nuova, un incontro senza precedenti. Il progetto, partito il 19 Giugno, è nato da un’idea di Pier Domenico Mini, presidente della sezione di Rimini della IUIC (Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti). San Patrignano  con entusiasmo ha abbracciato la proposta, organizzando e ospitando gratuitamente un corso con un obbiettivo molto semplice: permettere ai bambini di avvicinarsi al pony, di conoscerlo, di superare le paure e le diffidenze legate al rapporto con un’animale sconosciuto.

“E’ stato un corso graduale, fatto di piccoli passi – racconta Vincenzo, un ragazzo delle scuderie – nei primi incontri ci siamo limitati solo ad un piccolo contatto. Per esempio, nella fase di insellamento, quando il pony viene legato, li abbiamo presi in braccio e gli abbiamo fatto accarezzare  le diverse parti dell’animale”. Un approccio discreto che permette al bambino di familiarizzare con il pony, d’immaginarne le dimensioni e le fattezze, di avvertirne il calore.

Una volta superati i primi timori e presa confidenza con l’animale, è  arrivato anche  il battesimo della sella. E qui i bambini hanno scatenato tutta la loro gioia ed il loro entusiasmo. Una reazione che Vicenzo e Daniele, un altro dei ragazzi partecipanti al progetto, non hanno potuto ignorare.

“Una delle cose più belle che abbiamo vissuto – raccontano all’unisono – è stato il cambiamento dei bambini. Le prime volte erano paurosi e diffidenti. Poi hanno cominciato ad aprirsi e a  godersi il giro con il pony in uno modo invidiabile”. Una semplicità di vivere e di gioire che ha fatto breccia nei loro cuori e che inevitabilmente li ha rimandati con il pensiero al loro passato. “Noi avevamo tutto e ci siamo rovinati. Loro, invece, hanno un problema enorme ma sanno gioire  per le piccole cose”. Un incontro pieno di commozione, dunque, dove il sorriso di un bambino non vedente, ha rappresentato l’occasione per riscoprire il valore della vita e l’importanza delle piccole cose.