I biscotti di San Patrignano nelle piazze di tutta Italia a sostegno della prevenzione

biscotti san patrignano nelle piazze per la prevenzione

Scelta storica della Comunità di scendere in piazza fra la gente. Significativa la data scelta, il 25 e 26 giugno, in concomitanza con la Giornata mondiale per la lotta alla droga.  I dati dell’ “Osservatorio San Patrignano 2016” sottolineano l’importanza della prevenzioneIn occasione della Giornata mondiale per la lotta alla droga, il 25 e il 26 giugno, San Patrignano scenderà nelle piazze delle maggiori città italiane a sostegno della sua campagna di prevenzione. Una scelta storica per la più grande comunità d’Europa che mai prima d’ora aveva scelto di fare dei banchetti per sottolineare il grande impegno che porta avanti sia nel campo del recupero, quanto in quello della prevenzione.

Proprio alla prevenzione sarà dedicata la campagna con cui la Comunità invaderà le piazze; in linea con la scelta effettuata dalle Nazioni Unite rispetto la giornata. La campagna, con lo slogan “Fermiamoli prima”, ha l’obiettivo di raccogliere fondi in favore del suo progetto di prevenzione dedicato ai giovani. Ogni anno San Patrignano incontra circa 50mila studenti di tutta Italia. Portando loro il racconto e le testimonianze dirette degli ospiti della struttura. Incontri emozionanti che portano gli studenti a riflettere e a capire che nessuno è al di sopra del problema.

Un impegno non semplice da portare avanti e proprio per questo saranno circa 110 i banchetti allestiti in giro per lo Stivale; dove sarà possibile effettuare una donazione. In cambio i donatori riceveranno una confezione di biscotti prodotti dal forno di San Patrignano. Tre le varietà fra cui scegliere, quelli mais e arancia, cioccolato e liquirizia, o camomilla.

Osservatorio San Patrignano sulle Dipendenze 2016 – I dati

La volontà della campagna è quella di trovare i fondi per “fermare prima” i  giovani che si avvicinano alle sostanze.  Nel 2015 sono entrate in Comunità, compresa la struttura di Botticella, 468 persone, di cui 77 ragazze e 391 ragazzi. Fra le ragazze l’età media è di 26 anni, mentre fra i ragazzi sale a 29. Sono 30 invece i minorenni. Fra le principali regioni di provenienza, la Toscana (66 ragazzi), l’Emilia Romagna (53), il Veneto (49) e poi Marche, Campania, Sardegna e Lombardia, tutte sopra i trenta ingressi. Fra tutti questi, ben 68 sono genitori, di cui 57 padri e 11 madri.

Oltre il 7% (35 di cui 18 extracomunitari) dei nuovi entrati sono stranieri; provenienti da 19 Stati e 4 continenti diversi (unica assente l’Oceania).

Impressionante il fatto che oltre il 27% di chi è entrato in Comunità ha almeno un genitore con una dipendenza, principalmente da alcol o eroina. Per lo più sono i padri ad avere problemi di dipendenza, il 24% contro il 9%.

Del totale delle persone entrate in comunità, soltanto 9 non hanno mai fatto uso di droghe; entrati a San Patrignano o per problemi con il gioco d’azzardo (7) o alcolismo (2).

459 persone hanno fatto uso di stupefacenti, la droga più utilizzata è la cocaina, usata da 395 persone, oltre l’86%. Segue a stretto giro con 84% l’hashish (385 persone). Il 58% circa dei neo entrati ha fatto uso di eroina (267) e ecstasy (265). Da sottolineare quindi che il 42% dei neoentrati non ha mai fatto uso di eroina. Minore, ma comunque importante l’uso di droghe sintetiche, con le anfetamine (40%) delle persone, gli allucinogeni (38%) e la ketamina (33%).

E’ interessante notare che il 58% dei neoentrati non ha mai fatto uso di droghe per via iniettiva. Ciò dimostra come la modalità di assunzione delle sostanze sia variata rispetto al passato. Per quanto riguarda la cocaina, pur rimanendo una forte prevalenza dell’uso per via inalatoria; ben il 40% arriva a farne uso anche per via iniettiva.

Va presa in considerazione però anche quella che è la dipendenza primaria per chi è entrato in contatto con la Comunità nel 2015. Per il 40% dei presenti resta l’eroina, quindi la maggior parte di chi ne fa uso. La cocaina è la seconda sostanza per dipendenza primaria (33%). Per il 6% è l’hashish. Interessante vedere come l’uso di alcol sia patologico per il 36% dei neoingressi; mentre per il 34% è solita la pratica del binge drinking.

Significativo vedere anche come il primo contatto con tutte le sostanze sia avvenuto durante l’adolescenza. In primis con l’hashish, fra i 14 e i 15 anni, poi con le droghe sintetiche attorno ai 16-17. Attorno ai 18 si affacciano eroina e cocaina. Verso i 21 invece l’inizio di droghe per via iniettiva.

Particolare il dato che dei 458 entrati nel 2015 per dipendenza da sostanze, il 92% sono poliassuntori; vale a dire che nella loro storia di tossicodipendenza hanno provato più di una sostanza. Solo 37 coloro che hanno fatto uso solo di una droga, 10 di hashish, 3 di eroina e 24 di cocaina.

Interessante infine vedere anche quali sono le malattie correlate all’uso di sostanze di chi entra in comunità. Solo 2 quelli con Hiv, pari allo 0,4% (37 e 39 anni), e ben 94 quelli con epatite C, pari al 20,4%.