Buon Natale Sanpa!

Fervono i preparativi per le feste in Comunità. Dalla cena per la Vigilia ai doni per i ragazzi. Il racconto di una serata speciale

Luci, addobbi, decorazioni realizzati prendendo spunto dalle tradizioni natalizie, o nati dalla fantasia dei ‘creativi’ di Sanpa, abbelliscono ogni angolo della Comunità. Soprattutto la grande sala da pranzo, dove si riuniscono tutti i ragazzi per vivere insieme i momenti più belli. Tutto è colore e luce. Gli alberi, le piante, i fiori che circondano il  salone si vestono a festa, impreziositi da tante piccole luci intermittenti che illuminano l’area verde. Tutti i ragazzi si danno da fare, senza trascurare alcun dettaglio. Si confezionano i centri tavola natalizi con candele rosse, vischio e decori, si preparano le 400 tovaglie bianche per l’apparecchiatura dei tavoli, si adorna il grande albero e si risistemano gli addobbi degli anni passati. «Aspetto questa festa come i bambini», spiega Chiara, a San Patrignano da tre anni. «Non vedo l’ora che arrivi. Prima di venire qui erano tutti uguali, non me ne ricordo uno. Se avevo la roba tutto ok, altrimenti la dovevo cercare, come qualsiasi altro giorno».

Un giorno come tanti anche per Lucia, fino a quattro anni fa. «Ora è diverso, lo vivo intensamente. Sento l’atmosfera della festa, di un giorno speciale». E per lei il Natale lo è davvero. «Mi ha cambiato la vita. Sono entrata la notte della Vigilia, assieme ad altri ragazzi». Come vuole la tradizione, infatti, nella notte della natività le porte di Sanpa si aprono a tutti quelli che vogliono dire basta alla droga. «Sono arrivata qui con un solo pensiero — ricorda Lucia — giusto il tempo di rimettermi un po’ e poi da qui me ne vado via». E invece è rimasta uno, due, tre, quattro anni. «Non so che fine avrei fatto, sono felice di essere ancora qui. Tutto ora mi sembra diverso: io stessa sono cambiata».

Un’altra persona da quella entrata quella notte: capelli neri, cortissimi contornavano un viso pallido e imbronciato che non ne voleva proprio sapere di accennare un sorriso. Ora gli occhi scuri di Lucia si illuminano mentre parla di sé, aggiustandosi i lunghi capelli appoggiati sulle spalle.

«Ogni anno guardo i ragazzi che entrano a Natale e spero tanto che trovino a la forza e il coraggio di non mollare. So che in quel momento pochi si rendono conto di quello che succede attorno. È successo anche a me. Sono stravolti, confusi, in mezzo a tanta gente, alle luci, agli applausi. L’unico desiderio che si ha è di poter dormire, il più presto possibile ». Poi tutto cambia. Il tempo passa, il Natale ritorna e si svela in tutta la sua magia, soprattutto «per noi — conclude Lucia — che siamo arrivati a San Patrignano proprio in quella notte, per ricominciare a vivere”.