Cannabis. San Patrignano: no a sdoganamento, se fa male perchè legalizzarla?

“Se fa male perché legalizzare la cannabis? E’ una contraddizione. No a qualsiasi shop di droga, a qualsiasi utilizzo, a qualsiasi modalità di assunzione. Lo diceva già Borsellino: è da dilettanti di criminologia pensare che la legalizzazione della cannabis possa limitare l’attività della criminalità organizzata finalizzata allo spaccio”. Lo dice all’Adnkronos il responsabile comunicazione e prevenzione di San Patrignano Antonio Tinelli in merito al disegno di legge presentato dal M5S sulla legalizzazione della cannabis.

“Alcuni dati: l’Italia è il terzo paese europeo per uso di cannabis, il 30% dei ragazzi su 1.300 ospiti della nostra comunità riconosce che la cannabis è la droga da cui è principalmente dipendente; nel 92% dei casi è la porta d’ingresso per l’uso di altre sostanze”.

“Negli ultimi anni – spiega Tinelli – abbiamo registrato una concentrazione del principio attivo di 10-15 volte superiore a quello contenuto nella cannabis fumata 40 ani fa, questo perché il mercato esige oggi prodotti sempre più potenti e costi sempre più bassi. Tutto ciò ha fatto registrare un tragico aumento dei minori in comunità (+70% negli ultimi 3 anni) e un crollo vertiginoso dell’età media dei consumatori: il primo contatto a soli 14 anni”.

La proposta del M5S “è uno sdoganamento pazzesco, tende ad abbassare enormemente la percezione della pericolosità. Ma come si può chiamare ‘ricreativo’ l’uso di una sostanza che ormai da un punto di vista scientifico è ampiamente dimostrata la sua pericolosa, specie se assunta in una fase di sviluppo psicologico in cui ne determina e ne condiziona fortemente la stabilità? Credo che ci siano altre priorità da risolvere in questo Paese – conclude – Voglio ricordare che la prevenzione è il primo passo per ridurre la diffusione delle droghe. A questo proposito, siamo soddisfatti che questo governo, dopo anni di silenzio, abbia investito 7 milioni di euro spalmati in tre anni”. (Adnk/AdnKronos Salute)