La Compagnia teatrale di San Patrignano a Palermo con “Così è (se vi pare)”

Lo spettacolo messo in scena dai ragazzi del gruppo teatrale della Comunità a chiusura dei lavori del 50º Convegno di studi pirandelliani. Maestro dei mille volti e delle mille verità, Pirandello è stato il primo banco di prova per la giovane compagnia teatrale di San Patrignano, un gruppo di ragazzi che affianca al percorso di recupero dalla tossicodipendenza in Comunità la passione per il teatro. A poco più di un anno dal debutto con “Cosi è (se vi pare)”, in un riadattamento per coro e soli a cura di Pietro Conversano, lo spettacolo chiuderà, sabato 7 dicembre alle 15:45 al teatro Biondo di Palermo, la cinquantesima edizione dell’annuale convegno organizzato dal Centro Nazionale Studi Pirandelliani (Cnsp) di Agrigento, dal titolo “L’opera di Pirandello nell’ottica dei vari convegni”, in corso a Città del mare (Terrasini/ Palermo), dal 4 al 7 dicembre.A desiderare la messa in scena dello spettacolo, aperto ai relatori e agli studenti partecipanti alle giornate di studio, è stato l’organizzatore del convegno e presidente del Cnsp, Enzo Lauretta, dopo aver assistito a una prova generale durante una visita in Comunità. «Lo spettacolo – dice il professore – ha lasciato in me una notevole sensazione di stupore. La pièce di Pirandello è stata ridotta da Pietro Conversano in modo geniale, lasciandone intatto lo spirito, il valore e il significato: i movimenti scenici, l’integrazione tra coro e solisti, lasciano intendere un interessante lavoro di regia ed una carica emotiva nei ragazzi davvero straordinaria».

Un supporto concreto affinché la compagnia potesse coronare il sogno di spostarsi in trasferta al Biondo di Palermo è arrivato dalla Fondazione Sicilia. «Quotidianamente – sottolinea il presidente Giovanni Puglisi – la nostra Fondazione si attiva a supporto di iniziative e progetti capaci di stimolare la crescita socio-culturale del proprio territorio di riferimento e dell’intero Paese. Il tutto con un occhio di riguardo nei confronti delle nuove generazioni. Nessun pregiudizio: è sempre e solo il merito a essere premiato. E dietro questo progetto di merito ce n’è davvero tanto: c’è la voglia di riscatto, c’è l’impegno nelle prove di tanti giovani attori e il loro estro sul palco».

All’interno della Comunità, l’attività teatrale è diventata nel tempo parte integrante del percorso terapeutico, costituendo non solo un momento di svago ma anche un’ulteriore occasione di crescita. Attraverso il linguaggio della recitazione, infatti, tanti giovani in programma terapeutico possono coltivare una passione e sperimentare una relazione più profonda con se stessi e con gli altri.