Comunità e Sert: serve una sinergia

Il dibattito della prima mattinata dei WeFree Days, a San Patrignano, moderato dal giornalista Pino Ciociola di Avvenire, ha avuto per oggetto anche il rapporto tra le strutture che operano nel settore delle dipendenze: Servizi e comunità di recupero.
Federico Samaden, coordinatore della rete di associazioni che supporta San Patrignano, ha dichiarato che “il problema droga è sempre meno tecnico e sempre più educativo.
L’approccio meramente farmacologico e organicistico dei Sert, rispetto alla filosofia del pieno recupero della persona perseguito dalle comunità, invece, porta al ridurre le persone a ‘utenti’ dei servizi”.

Una considerazione raccolta da Maura Tedici del Dipartimento dipendenze di Empoli: “La cosiddetta riduzione del danno è non soltanto insufficiente ma assolutamente pericolosa poiché costituisce il viatico per la cronicizzazione della dipendenza, rispetto alla quale dobbiamo invece riaffermare il diritto e la possibilità del recupero completo della persona”.
A rappresentare i Sert, Daniela Casalboni direttrice del Servizio tossicodipendenze della Ausl di Rimini. “Comunità e servizi sono complementari ed è necessaria una loro sinergia, tenendo conto che purtroppo alcune delle persone che si rivolgono a noi non sono affatto intenzionate al recupero e chiedono in realtà un sostegno sanitario per tollerare l’assunzione”. Una necessità, quella della collaborazione, ribadita da Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia Romagna: “Concentrarsi sul recupero è essenziale, ma lo è altrettanto lavorare sulla prevenzione dei comportamenti dannosi e degli abusi”.
Al dibattito hanno partecipato alcuni ospiti stranieri: Kristina Blixt della comunità svedese Basta, Rowdy Yates, presidente della Federazione europea delle comunità terapeutiche, Frans Koopmans della Fondazione de Hoop (Paesi Bassi).