Dagoberto di San Patrignano, una nuova certezza per la scuderia della comunità

Se fino a qualche giorno fa era la speranza di tutti i ragazzi impegnati in questo lavoro, da domenica questa speranza si è trasformata in certezza. Con in sella l’amazzone Chiara Arrighetti, Dagoberto ha vinto il campionato italiano 4 anni.

Nella tre giorni di gare all’Arezzo Equestrian Centre, questo maschio castrone del 2008, figlio di Atletico e Teka di San Patrignano, non si è mai tirato indietro. «E’ stato bravissimo – racconta Chiara – e siamo cresciuti giorno dopo giorno. Al termine della prima giornata eravamo terzi, poi secondi e alla fine siamo saliti al primo posto. A inizio anno non sapevo nemmeno se sarei riuscita ad arrivare alle finali con lui, figurarsi se potevo immaginarmi un risultato simile. Però quando ho visto che in finale ci eravamo arrivati, allora mi son detta che potevamo avere delle chances». Una Arrighetti davvero entusiasta di questo cavallo: «Ne sono completamente innamorata. Per me è un genio, ma questo l’ho sempre detto. Capisce velocemente quello che deve fare, ha carattere ed è davvero simpatico. Difficile dire se diventerà il più bravo dei cavalli di San Patrignano, ma se resterà con noi è facile che crescerà ancora. Ha qualcosa di speciale».

Non solo Dagoberto però, dato che Chiara ha raggiunto altri ottimi piazzamenti anche con gli altri cavalli. Se Beijing, maschio sauro figlio di Dollar de la Pierre e Weihaiwej, è arrivato 4° nella categoria dei 6 anni, ancora meglio ha fatto Asha, femmina baia figlia di Indoctro e Weihaiwej, che nella finale 7 anni si è classifica al terzo posto. «Con lei è stata una rincorsa alla medaglia, una vera e propria scalata – spiega Chiara – Il primo giorno era abbastanza tesa e non è riuscita ad andare oltre la 22esima posizione. Poi però è iniziata la rimonta e siamo passati prima al 7° e infine al 3° posto».
Unico cavallo a non entrare in finale è stato Utopia, femmina baia del 2002 figlia di Nadir e Cassandra. «In realtà ha fatto molto bene, ma per decisione di scuderia gli abbiamo evitato di saltare la finale con ostacoli alti un metro e 50. Un’altezza per cui sarà pronto il prossimo anno».

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