Dalla strada alla scuderia, la storia di Gianluca

E così, poco più che ventenne, si ritrova a vivere da solo a Bologna. “Mi sono un po’ arrangiato, ma non è andata come avrei voluto”. E da lì a poco Gianluca è senza fissa dimora per le strade del capoluogo felsineo. “Mi sono appoggiato a un cugino e poi a Stella, una signora clochard che mi aveva ‘adottato’ dandomi un sacco di consigli” racconta Gianluca. “Non rinnego niente, ci sono stati momenti belli ma anche molto difficili”. Poi incontra una ragazza e si fa largo il desiderio di famiglia. “Trovo casa e lavoro ma dopo 5 anni mollo tutto”. Il richiamo della libertà è troppo forte. Frequenta i rave e scopre la droga ma non gli piace l’ambiente, “odorava di marcio”. Però continua a fare uso di sostanze. Finisce in carcere ma paradossalmente qui, grazie al colloquio con un medico, decide di entrare in Comunità. “Mi è sempre piaciuto stare insieme agli altri – confida – anche se solo qui ho imparato a dare la giusta misura alle cose, scavando dentro di me per far emergere la mia vera persona”.

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